Il caso della scuola di Ustica, comitato genitori risponde all'assessore Lagalla

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

In merito al caso venuto alla ribalta in questi giorni relativo alla difficoltà della scuola di Ustica a garantire un corretto avvio per l'anno scolastico in corso. Avendo letto alcune dichiarazioni dell'assessore all'istruzione della regionale Sicilia, Lagalla, inviamo alcune precisazioni. Caro Assessore, le sue dichiarazioni in relazione alla vicenda del gravissimo ritardo della ripresa delle attività didattiche presso la scuola di Ustica, richiedono una replica da parte della famiglie al centro di questo caso. Intanto riteniamo alquanto grave che una situazione così incresciosa, come la mancata apertura di una scuola di più 100 bambini e bambine in un’isola, venga portata alla sua attenzione solo11 giorni dopo il perpetrarsi di tale disagio.

Tra l’altro, il Sindaco di Ustica ha avvisato ufficialmente le istituzioni regionali, tra cui lei in persona, via mail il 19 Settembre. Inoltre lei dichiara che  il 23 Settembre “ha provveduto a sollecitare l’intervento dell’Ufficio Scolastico Regionale ed ha richiamato l’amministrazione comunale di Ustica ad assicurare con proprio personale, ove possibile, la temporanea supplenza delle figure tecnico- ausiliari mancanti”. Sappia che il personale mancante è arrivato tramite regolare scorrimento di  graduatorie che si è potuto compiere solo grazie a una deroga concessa dal Provveditorato di Palermo già il 20 Settembre, data l’emergenza. Quindi sicuramente,  come dichiara ai mezzi stampa“il governo è particolarmente attento e vicino ai problemi della scuola di Ustica ed opera per il sollecito superamento dei disagi patiti dagli alunni e giustamente lamentati dalle loro famiglie” ma in questo caso il suo contributo non è stato determinante. Veda Assessore la questione è molto più complessa.  La scuola di Ustica, così come le scuole di tante isole italiane , è costantemente in emergenza per il reperimento di personale e ingarbugliata in una serie di paradossi che determinano disservizi continui , aggravati dalle piccole dimensioni  dell’istituto e dalla condizione di insularità.  Lei sa per esempio che per le ore di educazione fisica in tre classi di scuola media e 5 di superiore arrivano 2 insegnanti diversi? Lei lo sa che la continuità didattica è un sogno per i  bambini e le bambine delle isole? Lei sa quante ore di lezione saltano i nostri figli perché gli insegnanti  (a volte solo per spezzoni di cattedra di poche ore e pochi soldi ) non riescono a raggiungere le isole per le condizioni metereologiche avverse? Le difficoltà delle scuole isolane non si possono affrontate con le norme attualmente in vigore e per questo la protesta delle famiglie non si fermerà fino a quando non si riuscirà a disegnare un sistema che garantisca dignità agli studenti e al personale scolastico che arriva sulle nostre isole.

Pertanto le chiediamo di avviare una seria riflessione sulla questione. Saremo ben lieti di essere ricevuti per esprimerLe tutte le nostre preoccupazioni e proposte affinché possa intervenire in nostro favore nella sua veste istituzionale.  Infine le inviamo il documento proposto dai genitori e votato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Ustica che traccia un quadro della nostra situazione . In verità dovrebbe averlo già ricevuto , ma magari come l’altra volta passa qualche giorno prima che lo legga. ù

Comitato "Salviamo le scuole delle isole", formato dalle famiglie degli alunni della Istituto comprensivo di Ustica

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