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Giovedì, 13 Giugno 2024
Sentenza / Palazzo Reale-Monte di pietà

Prima circoscrizione, Tar respinge ricorso di Castiglia dopo il riconteggio: Bronte resta presidente

I giudici, ritenendo corrette le attribuzioni delle preferenze, hanno rigettato le contestazioni del candidato giunto secondo, che aveva già guidato la delegazione municipale del centro storico durante il precedente mandato

Dopo il riconteggio dei voti, il Tar Sicilia ha rigettato il ricorso di Massimo Castiglia, candidato del centrosinistra alla presidenza della prima circoscrizione alle ultime consultazioni comunali e giunto secondo alle spalle di Giovanni Bronte. E' quanto stabilito dalla sentenza emessa ieri dalla prima sezione presieduta da Salvatore Veneziano con Anna Pignataro (consigliere) e Francesco Mulieri (consigliere ed estensore).

Castiglia, già presidente della prima circoscrizione durante il precedente mandato, difeso dall’avvocato Nadia Spallitta, aveva chiesto l'annullamento dell'elezione di Bronte, rappresentato dall'avvocato Stefano Scimeca, sostenendo che in sette sezioni elettorali ai voti validi espressi contestualmente in favore del presidente e della lista non sarebbero stati aggiunti circa 150 voti validi espressi in favore del solo presidente con voto disgiunto o comunque dato al solo candidato presidente. E che per questo motivo non sarebbe stato eletto.

In seguito alla verifica chiesta alla Prefettura di Palermo che ha acquisito i verbali delle sezioni elettorali e dell'ufficio centrale elettorale circoscrizionale, i giudici amministrativi hanno stabilito "che, a differenza di quanto ritenuto dalla difesa di parte ricorrente, il numero di preferenze conteggiate a favore del candidato presidente è comprensivo anche delle preferenze espresse solo in favore del candidato presidente Castiglia".

Castiglia aveva chiesto anche l'annullamento delle schede laddove veniva espresso il voto in favore del candidato Francesco Tramuto “detto Zacco detto Ottavio”, con chiaro riferimento a Ottavio Zacco, il candidato consigliere comunale di Forza Italia che ha ottenuto il maggior numero di preferenze, ritenendole “anomale”. Contestazione quest'ultima che era già stata respinta dal Tar con la sentenza non definitiva dello scorso novembre con la quale si era deciso di procedere soltanto con la verifica dei verbali per il riconteggio dei voti per l'elezione del presidente.

Adesso, con la sentenza definitiva, il Tar oltre a rigettare in toto le richieste di Castiglia, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio che ammontano a circa duemila euro.

"Apprendo con grande soddisfazione quello che già sapevamo tutti, che la matematica non è un’opinione", commenta il presidente Bronte dopo il pronunciamento dei giudici. "Mi hanno dato del  truffatore, ma mi lascio tutto alle spalle e continuerò a lavorare per il bene del territorio di cui sono figlio", aggiunge il consigliere Tramuto, che è stato assistito dall'avvocato Marcello Rossi.

Gli stessi giudici, con un'altra sentenza, hanno ritenuto improcedibile il ricorso presentato dalla candidata consigliera Luisa La Colla nei confronti di Antonino Abbate, risultato eletto con un margine di 12 voti. E' stata la stessa La Colla a rinunciare perché "venuto meno l’interesse alla decisione nel merito".

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