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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Termini Imerese

"Faceva sesso in chat con ragazzini in cambio di soldi", via al processo per un sacerdote

La Procura ha chiesto ed ottenuto il giudizio immediato per padre Vincenzo Esposito, originario di Caltavuturo. Era stato arrestato ad agosto, mentre era assegnato ad una parrocchia della provincia di Perugia. Avrebbe dato 10, 20 o 30 euro a diversi giovani di Termini Imerese per vederli nudi ed in atteggiamenti intimi su Whatsapp e Messenger

Si è aperto il processo a carico di padre Vincenzo Esposito, il sacerdote di 64 anni, originario di Caltavuturo ma assegnato alla parrocchia di San Feliciano Magione (Perugia), accusato di prostituzione minorile perché avrebbe preteso da quattro sedicenni prestazioni sessuali a pagamento attraverso delle videochiamate. Dieci, venti, trenta euro al massimo, questo avrebbe versato il prete per vedere ragazzini mastrubarsi e godere tramite chat Whatsapp e Messenger. Per l'imputato la Procura aveva chiesto ed ottenuto il giudizio immediato e adesso è in corso il dibattimento davanti al tribunale di Termini Imerese.

Esposito era stato arrestato dai carabinieri ad agosto dell'anno scorso, insieme alla madre di una delle presunte vittime che, secondo l'accusa, avrebbe lucrato sulle prestazioni del figlio, pretendo una tangente di 5 o 10 euro sulle somme che il ragazzo avrebbe ricevuto dal prete. Per lei le indagini sono ancora in corso. Entrambi, difesi rispettivamente dagli avvocati Renato Vazzana e Giuseppe Minà, hanno sempre respinto le accuse.

L'inchiesta era nata per caso, quando i militari avevano captato alcune telefonate, tra aprile e luglio dell'anno scorso, nell'ambito di un'altra indagine. Esposito, quando venne arrestato esercitava il ministero in provincia di Perugia, ma in passato era stato non solo a Termini Imerese (tre delle presunte vittime vivono proprio lì), ma anche al Buccheri La Ferla.

I ragazzini sarebbero stati tutti in una condizione di disagio economico ed avrebbero utilizzato il denaro ricevuto in cambio delle chat a sfondo sessuale per comprare sigarette, tagliarsi i capelli o banalmente andare a mangiare una pizza con la fidanzata. Come emergeva dall'ordinanza di custodia cautelare del gip Fabio Pilato, per il prete ogni momento sarebbe stato buono per guardare - anche contemporaneamente - gli adolescenti in atteggiamenti intimi, prima di una messa, ma anche subito dopo aver celebrato un funerale.

Le intercettazioni: "Facciamolo in tre, vi mando 20 euro"

"Sei la mia vita, don Vincè", "ti voglio bene" e "sono innamorato pazzamente", così avrebbero detto le presunte vittime al sacerdote, e sarebbero state sempre pronte per una videochiamata proprio perché - sostiene la Procura - avrebbero avuto bisogno di soldi. E non avrebbero esitato ad insultare l'imputato, chiamandolo "cornuto" o "testa di minchia", quando avrebbe ritardato i pagamenti.

"Stamattina ti ho messo 30 euro, ora metterò 20 anche perché carissimo sono tre, non è che è uno solo... C'è tuo fratello, quello ha portato un amico di cui non ho visto nulla, sappilo, perché non si vedeva, però lui dice di fargli un regalino comunque", affermava l'imputato il 24 aprile dell'anno scorso, e aggiungeva: "Tre sono già 60, più 30, non è che posso spendere 100 euro al giorno".

"A me piacerebbe fare l'amore con te e lui insieme, non l'ho mai fatto in tre", diceva Esposito in una conversazione dell'11 maggio. E uno dei ragazzini gli rispondeva: "Lo faremo allora, padre Vincè" e poi aggiungeva: "Mi aiuta allora oggi? Padre Vincè, non è che mi può mandare 50 euro per favore?". Il sacerdote replicava: "Ti ho detto che ti mando 30 euro perché 20 li ho promessi al nostro caro". Il ragazzo insisteva: "Ma con questi mi sta facendo il regalo di compleanno... Io lo so che lei me lo fa, lo so che mi vuole bene, amunì, padre Vincè, la mia vita sei! Sei la mia vita!". L'imputato allora chiedeva: "Senti, ma ti fai vedere un attimo? Ti voglio vedere...".

Le minacce del ragazzino al prete: "Manda 100 euro o ti denuncio"

In un'altra circostanza il sacerdote diceva: "Se volete mi fate una videochiamata se state insieme, mi fate felice... Non la potete fare appena arrivate a casa? Siete tutti e due? Gliel'hai detto a lui quanto ti amo? La nostra deve essere una cosa speciale... Ci sentiamo questa sera, non mi deludete, vi aspetto!". Ma sono state registrate anche le conversazioni tra i ragazzi: "Chiama a quello - diceva uno di loro - perché vuole sentire a te..." e l'altro: "Ma io non ci chiamo, compà, perché non ne manda soldi!". Il giovane rispondeva: "Minchia, ma tu ogni giorno soldi vuoi mandati? Gli devi dire: 'Che fai?', tanto per... Mi ha detto: 'Ma perché non mi ha chiamato lui, l'altra volta dovevamo fare la videochiamata insieme' e gli ho detto: 'Oggi ha avuto impegni, padre Vincè, è un ragazzo a posto, capace che non ha potuto rispondere' e mi fa: 'Io lo voglio bene però lui mi deve chiamare, lo voglio sentire io', tu ci devi chiamare, cretino!". Ma l'altro adolescente non era convinto: "Compà, lui mi deve sucare la minchia, glielo hai detto questo? Niente manda oggi?", ma l'altro insisteva: "No, oggi non gli chiedere soldi, glieli chiediamo domani, tutti e due... Chiamaci oggi e gli dici tanto per, 'che fai?' e poi domani ci mandiamo la botta di 30 euro l'uno! Non ti fare mandare soldi oggi!".
 

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