"Prestava soldi con interessi del 100% mensili", arrestato commerciante

L'uomo ostentava il cognome della moglie, legata alla famiglia mafiosa dell'Acquasanta. Indagini scattate dopo la denuncia di una vittima: un laureando in architettura che voleva avviare un'attività. E' stato bloccato dai finanzieri mentre intascava i soldi

Ufficialmente gestiva un'attività di compravendita di mobili usati e di traslochi, ma parallelamente prestava soldi con tassi usurai. Con questa accusa la guarda di finanza ha arrestato un uomo di 38 anni, C.F., beccato mentre intascava parte degli interessi di un prestito da una vittima, un laureando in architettura.

Le indagini sono state condotte dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinati dalla Procura. Secondo quanto ricostruito, la giovane vittima aveva intenzione di avviare un’attività imprenditoriale ma aveva bisogno di liquidità. "L'arrestato - spiegano dalla finanza - approfittando del suo stato di bisogno aveva erogato prestiti applicando tassi di interesse esorbitanti, sino al 100% mensile (1.200% annuo), così come avvenuto per l’ultima dazione di denaro, pari a 3.000 euro, erogata a metà novembre, per la quale la vittima avrebbe dovuto restituire 4.500 euro dopo soli 15 giorni".

Le intercettazioni: "Questi sono metà degli interessi" | Video 

L’impossibilità di far fronte alle pressioni subite e le intimidazioni del “creditore” che, scaduto invano il termine ultimo concesso per la consegna dell’intero importo, aveva minacciato di aggredire i beni della vittima e dei suoi familiari, nonché di "fargli succedere qualcosa", hanno spinto la vittima a trovare il coraggio di denunciare alle forze dell’ordine quanto stava accadendo.

Secondo quanto dichiarato dalla vittima, "il presunto usuraio si era presentato con il cognome della moglie, estranea ai fatti ma legata da vincoli di parentela con esponenti di una nota famiglia mafiosa del quartiere Acquasanta".

La mattina del 18 dicembre, dopo aver reperito i contanti necessari, la vittima ha raggiunto il commerciante in negozio per dargli il denaro. C'erano però anche i finanzieri, che in precedenza avevano contrassegnato le banconote e ascoltavano le conversazioni che avvenivano all’interno del locale.

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L’operazione di polizia, dunque, si è conclusa in pochi giorni grazie alla denuncia presentata dalla vittima, adesso assistita da un’associazione che promuove la legalità e l’impegno antimafia e che, anche attraverso la gestione di uno sportello antiracket e antiusura, si occupa dell’“organizzazione di assistenza e di solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsive e dall’usura”. 
 

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