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Il presidio all'Ucciardone

Il presidio all'Ucciardone

"Anche i detenuti hanno dei diritti": protesta davanti al carcere Ucciardone

Organizzato un presidio davanti all'istituto penitenziario "in nome di Papa Francesco e Marco Pannella" per ribadire "la necessità e l'urgenza dell'istituzione della figura del garante"

Presidio davanti al carcere Ucciardone ieri per il Comitato 'Esistono i diritti'. Dopo aver manifestato davanti Palazzo delle Aquile, sede del Comune, nel 2019 per chiedere al Consiglio comunale che il regolamento sul garante comunale per i diritti delle persone detenute "venga con urgenza messo in discussione", il nuovo anno per il comitato è iniziato con un sit-in davanti all'istituto penitenziario "in nome di Papa Francesco e Marco Pannella" per ribadire "la necessità e l'urgenza dell'istituzione della figura del garante".

"Abbiamo consegnato una lettera al presidente del Consiglio comunale Orlando con la quale chiediamo di convocare con urgenza la conferenza dei capigruppo affinché venga messa all'ordine del giorno la discussione del regolamento per la sua approvazione. Palermo sia città pilota per tutte le città siciliane", dice il presidente del comitato Gaetano D'amico. Per il vice presidente, Alberto Mangano, "un atto come questo, che tutela diritti fondamentali della persona, non può essere oggetto di tatticismi d'aula o di interessi di partiti e deve vedere un voto di approvazione unanime".

"Le carceri stanno vivendo un momento storico negativo, non solo per il sovraffollamento che rappresenta già un grave problema, ma per la mancanza di una visione generale del sistema carcerario - dice l'ex parlamentare regionale Pino Apprendi, presidente di Antigone Sicilia -. Diminuiscono i reati e aumentano, in maniera sproporzionata, i detenuti. L'area metropolitana di Palermo ospita quattro carceri e circa 1.800 fra uomini, donne e minori detenuti, per questo urge nominare il garante". All'iniziativa hanno aderito l'Osservatorio sulle carceri della Camera penale, l'associazione dei Giuristi siciliani, il movimento No Muos, Antigone e l'associazione Mete onlus.

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