Cronaca Romagnolo / Viale dei Picciotti

Iti Volta, pugno duro del preside: “Niente gite per chi sciopera”

Il provvedimento del dirigente Roberto Tripodi vieta pure le attività extrascolastiche ed i corsi di recupero. "Ho raccolto le indicazioni di genitori e professori". Studenti indignati: "Minacce inaccettabili"

L'iti Volta in viale dei Picciotti

Chi sciopera o partecipa a manifestazioni non andrà in gita o in viaggio d’istruzione. Il diktat è del preside dell’istituto tecnico industriale Alessandro Volta, Roberto Tripodi. Che ha messo nero su bianco le sue intenzioni attraverso una circolare che ha fatto il giro di tutte le classi dell’istituto di viale dei Picciotti, allo Sperone: niente gite, attività extrascolastiche e corsi di recupero per le classi che partecipano a scioperi e a manifestazioni. E chi blocca l'attività didattica con occupazioni e autogestioni rischia di beccarsi da 15 a 30 giorni di sospensione. Inoltre chi supera i 52 giorni di assenza non potrà sostenere gli scrutini (come successo lo scorso anno a 116 ragazzi).

"Ho raccolto – dice Tripodi a Repubblica Palermo - le indicazioni dei genitori e dei professori, riuniti in assemblea lunedì scorso. Non si può certo pensare di far seguire i corsi di recupero o di far partire per i viaggi di istruzione ragazzi che la mattina non seguono le lezioni. A differenza dello scorso anno, questa mia posizione di rispetto delle regole è condivisa anche dagli altri docenti. Il diritto allo studio va garantito".

I leader del movimento, invece, parlano di una "campagna di repressione" da parte dei "presidi sceriffi". "Quelle di Tripodi  - dicono i ragazzi del Coordinamento studenti medi Palermo - sono minacce inaccettabili. Mentre a Palermo i tetti delle scuole cadono in testa agli studenti, ci sono presidi che pensano che oggi il problema della scuola siano le manifestazioni e le attività di dissenso contro gli attacchi alla scuola pubblica". Nel coordinamento Studenti medi ci sono anche i ragazzi del Collettivo del Volta. "Siamo indignati  - dicono - per il comportamento del nostro dirigente che ancora una volta dimostra la volontà di reprimere noi studenti che lottiamo ogni giorno, all'interno delle nostre scuole, per un futuro vivibile e per una scuola pubblica accessibile a tutti e slegata da logiche di mercato e profitto".

Tripodi però risponde per le rime: “Se mi dicono sceriffo  - afferma - vuol dire che loro vivono in un far west senza regole. Saranno accettate solo forme di dissenso democratiche, realizzate attraverso gli organi collegiali e non distruttive dell'attività didattica. Non certo quelle provocate da gruppi estremisti che impediscono agli studenti di fare lezione".
 

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