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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Sanità

Precari dell'emergenza Covid, gli infermieri al Governo: "Cambiare la norma per le stabilizzazioni"

Il sindacato Nursing Up contesta i "paletti" previsti per accedere ai concorsi che potranno svolgersi nel 2022: "Non è giusto includere solo i lavoratori che hanno lavorato almeno sei mesi nel 2020?". A Palermo il comitato #ToccaANoi: "Creare le condizioni per dare il via ad un vero ricambio generazionale"

Mentre si avvicina la scadenza dello stato di emergenza nazionale, si moltiplicano gli appelli per la stabilizzazione dei lavoratori della sanità impiegati nel contrasto alla pandemia di Covid-19. In molti, in diverse regioni d'Italia, si stanno anche organizzando in comitati. "I dati dei nuovi contagi degli operatori sanitari crescono di giorno in giorno. La quarta ondata non è più solo una possibilità, ma una realtà concreta con la quale dover fare i conti. Esiste una sola strada per affrontare la nuova emergenza e offrire ai cittadini prestazioni sanitarie efficienti. Il Governo deve rispondere in un solo e unico modo: assumendo personale a tempo indeterminato e senza limitazioni", è la richiesta del sindacato degli infermieri Nursing Up.

"All'appello mancano circa  80mila infermieri - spiega il presidente nazionale della sigla sindacale Antonio De Palma -. Un tema caldissimo, se si considera che sono state oltre 50 mila le unità di personale assunte a tempo parziale durante la pandemia e che 23 mila di queste sono infermieri che attendono una stabilizzazione". La norma prevede che, fermo restando le norme della Legge Madia (che nel Dl 80/2021 sono state prorogate al 31 dicembre del 2022), gli enti del Sistema sanitario potranno procedere all’assunzione a tempo indeterminato a decorrere dal 1 luglio 2022 fino al 31 dicembre 2023 del personale sanitario e degli operatori sanitari reclutati a tempo determinato, sia con concorsi che attraverso le selezioni attivate a marzo 2020. I requisiti sono l’aver maturato al 30 giugno 2022 almeno 18 mesi di servizio in un ente del servizio sanitario nazionale di cui almeno 6 mesi tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022. Le Regioni potranno fare queste assunzioni solo e sempre nel rispetto del tetto di spesa e dei piani triennale dei fabbisogni.

"Una riflessione è doverosa - prosegue De Palma -. Di fronte alle gravi carenze di personale in cui versa in nostro Ssn, che senso ha limitare la stabilizzazione solo a chi ha lavorato per almeno 18 mesi, dei quali almeno 6 durante l'emergenza Covid? Quale destino avrà quella pletora di precari che, figli di un Dio minore, pur vantando i 18 mesi di collaborazione (discontinua o continua) non sono stati chiamati in servizio durante i famosi e limitanti 6 mesi ricompresi nel periodo di emergenza? È palese poi che di fronte all’emergenza sanitaria, che oggi perdura, e alla cronica carenza di personale, ci si attendeva risposte concrete in merito ad una stabilizzazione indispensabile per sorreggere il peso delle nuove battaglie da affrontare". 

"A Roma come a Palermo, si lavora per la stabilizzazione dei lavoratori assunti per l’emergenza Covid. Migliaia di persone, soprattutto giovani professionisti e altamente formati, grazie ai quali l’Italia ed in particolare la Sicilia hanno risposto egregiamente alla pandemia. Politici di tutti gli schieramenti presentano emendamenti, ma se la stabilizzazione arriverà il merito è solo dei lavoratori, della loro abnegazione, della loro disponibilità e della loro grande professionalità. A loro va il nostro grazie": sono le parole di Domenico Bonanno, fondatore del laboratorio politico e culturale #ToccaANoi. "Per una volta la classe politica sia unita in questa battaglia e non litighi per la rivendicazione dei meriti. Anzi, sfrutti questa occasione per creare le condizioni per dare il via ad un vero ricambio generazionale nella P.A. all’insegna della professionalità e del merito", conclude Bonanno.

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