Caos nella zona del porto, slitta di due giorni la chiusura di via Crispi

Per una questione tecnica, relativa alla tempistica necessaria dall'apposizione della segnaletica temporanea, bisognerà attendere il 7 settembre. Per quel giorno tutti e tre i varchi del porto saranno aperti. Di Dio: "Chi pagherà i danni?"

Il caos di oggi vicino al porto - foto Giorgio Mineo

Slitta a mercoledì la chiusura della carreggiata lato monte di via Crispi. Il provvedimento sarebbe dovuto entrare in vigore stamattina per l’apertura di un nuovo cantiere dell’anello ferroviario, ma a causa di un dettaglio tecnico bisognerà aspettare fino al 7 settembre. Gli operai dell’impresa hanno "perso tempo" a mettere i cartelli e quindi si dovranno attendere due giorni pe permettere agli automobilisti di aggiornarsi sulle condizioni della viabilità nella zona. "Nessun dietrofront", ha dichiarato l’assessore comunale alla Mobilità Giusto Catania. Sempre da mercoledì, intanto, dovrebbe essere aperti tutti e tre i varchi che danno l’accesso al porto.

Dopo l’incontro in Prefettura dello scorso sabato il Comune sta ultimando un’ordinanza, che sarà resa pubblica entro domattina, per snellire il traffico nella zona dopo gli ultimi ingorghi che hanno bloccato tutta la azona. Resta ancora ignoto il contenuto dell’atto che, stando a quanto dichiarato dall’assessore alla Mobilità "servirà a regolamentare e risolverà il problema degli accessi al porto". In mattinata decine di commercianti di via Crispi sono scesi in strada per protestare per la situazione intollerabile determinata dai cantieri per l’anello ferroviario. Un po' come fatto pochi giorni fa dagli autotrasportatori.

Alla manifestazione degli esercenti ha fatto eco Confcommercio Palermo, che chiede di chi siano le responsabilità dei disagi provocati e chi pagherà per i danni causati. "Non solo pagare ma anche morire. Se ai residenti, ai commercianti e al turismo si devono chiedere sacrifici per la modernizzazione della città - dichiara la presidente Patrizia Di Dio - è bene che questi sacrifici non siano vani, viceversa è assolutamente inaccettabile che si chieda di pagare o di morire come nel caso di tante aziende che chiuderanno e di una economia - conclude - che piangerà il fatto che la gente eviterà Palermo come una piaga".

Tra il cantiere per l’anello ferroviario e l’innalzamento dei livelli di sicurezza agli imbarchi, la viabilità della zona ha subito un duro colpo. Dopo l’incontro in prefettura di sabato cui ha partecipato Emilio Arcuri, il vicesindaco ha accennato alla possibilità di prevedere sgravi fiscali per i commercianti in qualche modo danneggiati dal traffico. "Il danno all’immagine che sta subendo Palermo con i turisti che a causa di una città caotica, che avrà dato stress a chi viene a cercare svago e riposo, è inimmaginabile - sottolinea Di Dio - e riteniamo che chi ha la responsabilità giuridica dell’esecuzione dell’opera, Tecnis, Rfi e Italferr, deve già rispondere dei gravi danni arrecati. A nostro parere - prosegue - già esistono delle oggettive responsabilità relative ai ritardi che i cantieri hanno registrato fino ad ora, non sono stati rispettati il contratto e il cronoprogramma precedente ed è opportuno che i soggetti responsabili paghino, così come stiamo pagando tutti, commercianti e cittadini".

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