Lavori dappertutto e un "mare" di assunzioni, Monti: "Stiamo rivoluzionando il porto"

Il presidente dell'Authority inaugura il terminal aliscafi, la banchina Sammuzzo e dà il via alla riqualificazione del molo trapezoidale: "Quel suq che fa schifo non c'è più". Ratificato accordo coi sindacati per 194 tra stabilizzazioni e contratti. Nuova era nei rapporti con la politica

Quel "suq che fa schifo" non c'è più, "il porto adesso sta prendendo forma". Lo dice con una punta d'orgoglio Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità portuale, che in due anni ha rivoltato come un calzino lo scalo marittimo. Lavori dappertutto, "per restituire dignità ad un'infrastruttura che ha l'ambizione di essere competitiva sul mercato dei passeggeri e delle merci".

Un "mare" di assunzioni

Ma anche assunzioni. Un "mare" di assunzioni: 194 per la precisione, in virtù di un accordo ratificato ieri con i sindacati che prevede il passaggio di 99 operai dalla Cpl Sicilia Occidentale (costola della società che a livello nazionale gestisce la manodopera temporanea nei porti) a Portitalia srl. A sua volta la Cpl, dopo aver svuotato il bacino degli interinali, ha assunto altri 95 lavoratori. Un'operazione che, stoppando il precariato, alza l'asticella del consenso.

Non l'unica, perché l'Autorità portuale ha definito in precedenza anche la concessione "in esclusiva" per 20 anni con la Osp (Operazioni servizi portuali) tra gli altri dei servizi di manutenzione stradale, del verde, della raccolta rifiuti e distribuzione idrica. Con una procedura, contemplata dal Codice degli appalti, che prevede prima un'offerta del soggetto proponente e poi una gara aperta all'esterno. La Osp, forte del diritto di prelazione, è stata l’unica società a partecipare, aggiudicandosi così un bando di quasi 136 milioni di euro (75 milioni di incassi diretti e il resto per ribaltamento dei costi). Come primo atto del piano di investimenti da 13 milioni c'è il rifacimento del manto stradale di via Patti, che il 15 dicembre chiuderà al transito dei mezzi pesanti.

"Cambieremo lo skyline del porto" | Video

Una "pioggia" di soldi per il restyling del porto

Lavori che rientrano nel restyling complessivo del porto. Finora l'Authority guidata da Monti ha intercettato - e speso - una pioggia di soldi provenienti dall'Unione europea e dal ministero delle Infrastrutture: 298 milioni considerando, oltre a Palermo, anche Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle. "E - aggiunge Monti - ne abbiamo altri 200 milioni da investire. Tutto nella massima trasparenza: la sola presenza qui del dottor Leonardo Agueci (componente dell'Organismo indipendente di valutazione ed ex procuratore aggiunto, ndr) è una garanzia". Anche in questo che potrebbe apparire come un semplice ringraziamento c'è forse il "segreto" di Monti che, dopo vent'anni di scontri a colpi di carte bollate tra l'ente porto e il Comune, è riuscito a costruire una sinergia istituzionale mai vista in passato.

Una nuova era nei rapporti con la politica

Chiusa la parentesi di Vincenzo Cannatella e ancor prima quella dell'ingegnere Nino Bevilacqua, quest'ultimo recentemente definito dal Orlando "il sindaco occulto di Palermo durante l'era Cammarata", l'arrivo di Monti ha inaugurato una nuova stagione. Forte anche del via libera al Piano regolatore del porto, giunto al termine di una battaglia legale sui confini dell'area portuale che ha visto il Comune soccombere. E proprio da questa vittoria contro quel Comune adesso "alleato" è partita la corsa ai lavori. "L'arma migliore - spiega Monti, nominato presidente ai tempi dell'ex ministro Derio - è dimostrare di saper fare. Ho trovato nel sindaco Orlando una personalità politica che ha sposato il nostro progetto e nel governatore Musumeci un interlocutore sempre pronto a rispondere".

Il terminal aliscafi e la banchina Sammuzzo

Dalla ristrutturazione della stazione marittima al dragaggio dei fondali, passando la rimozione dei vecchi silos (i "giganti" di calcestruzzo dove un tempo veniva stoccato il grano) e l'abbattimento delle strutture fatiscienti, si è arrivati ora alla realizzazione di un terminal dedicato esclusivamente agli aliscafi per le isole minori (oggi gli approdi sono sparsi in vari punti del posto), alla nuova veste della banchina Sammuzzo e del molo Vittorio Veneto.

Il nuovo terminal aliscafi è stato realizzato all’estremità del Molo Sammuzzo: qui la Liberty Lines, compagnia che effettua le corse per conto di Stato e Regione, offrirà accoglienza e servizi al milione di passeggeri in partenza o in transito, sia nei periodi estivi che in quelli invernali. Al molo Piave invece ci sarà l'attracco dei traghetti della Caronte&Tourist per le isole minori. Le biglietterie delle società di navigazione troveranno posto in un unico edificio, dove ci saranno anche bar e servizi, oltre a uno spazio all’aperto dotato di tavolini e sedie. L’edificio si colloca lungo il muro divisorio che separa la banchina Sammuzzo dalla restante parte del molo trapezoidale. Inoltre, tutta la banchina Sammuzzo (lunga 350 metri), dragata e dotata di nuove bitte, sarà finalmente fruibile per l’approdo di gradi navi da crociera. La concessione con Costa e Msc è già stata siglata a dicembre, a breve ne arriverà un'altra con Royal Carribbean. Le compagnie di navigazione garantiranno oltre un milione e mezzo di passeggeri. 

Il nuovo molo trapezoidale

Il prossimo passo è la totale riqualificazione del molo trapezoidale, per tanti anni groviglio di gru, capannoni e tir cambierà anch’esso completamente veste. Una significativa campagna di demolizioni ne ha già modificato l’assetto funzionale, con l'eliminazione delle gru, poste in estremità di banchina e le rotaie ormai in disuso. Adesso c'è in corso la gara d'appalto: entro 20 giorni dovrebbe esserci l'aggiudicazione. L'Autorità portuale ha pensato già a spianare il terreno e come detto ha demolito i vecchi manufatti. Coerentemente con il Piano regolatore del porto, quest'area grande 26 mila metri quadri subirà significative modifiche finalizzate al miglioramento dell’offerta di servizi per i crocieristi e per la collettività.

Il progetto servirà a dare continuità alla passeggiata sulla Cala, estendendola sino alla parte terminale del molo trapezoidale e al parco archeologico nella "sagoma"del Castello a mare, che si candida così a diventare sito Unesco inserito nel “Percorso Arabo-Normanno”, già parte della Heritage List. Accanto al parco archeologico del Castello a Mare verranno realizzati una passeggiata, una piazza, un laghetto urbano da 8 mila metri quadri, 9 edifici con varie destinazioni tra cui un auditorium, un anfiteatro panoramico da 200 posti e una serie di parcheggi, 800 metri quadri di strutture ricettive dove verranno venduti anche le eccellenze enogastronominche Mede in Sicily, E ancora: ristoranti, bar, club house per i concessionari dei pontili della Cala. 

L'investimento complessivo è di 25,5 milioni e ci vorrà un anno e mezzo di lavori per sottrarre al degrado uno storico tratto della costa cittadina, che da sempre rappresenta un luogo di interazione tra la città e il porto. Il molo trapezoidale cambierà faccia: diventerà una marina bay, una sorta di Barcelloneta, moderna e allo stesso tempo inglobata nel passato, con il Castello a Mare posto a presidio della città antica. Qui verrà dato il benvenuto ai passeggeri crocieristi, ai passeggeri per le isole e ai diportisti ma anche alla popolazione locale: oltre 3,5 milioni di persone all’anno potranno usufruire di una grande area commerciale e storica al tempo stesso, cerniera tra la nuova zona crociere e il centro storico.

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Monti: "Rivoluzioneremo lo skyline del porto"

"Rivoluzioneremo lo skyline del porto - afferma il presidente Monti -. Siamo infatti pronti a ospitare navi di ogni dimensione e, inoltre, all’industria crocieristica affiancheremo quella pesante, con il bacino industriale per la costruzione delle imbarcazioni. Ecco allora prendere corpo un asset industriale completo, unito a un corollario di servizi e di bellezza della città che fa il resto. Mi piace parlare di un metodo preciso che ci ha portato a ottenere evidenti risultati. A Palermo siamo partiti dalla separazione dei flussi (traffico merci dal traffico passeggeri), dalle opere di grande infrastrutturazione (dragaggi, allungamento e consolidamento delle banchine, dolphin), dal consolidamento delle grandi infrastrutture, dalla riqualificazione e realizzazione di strutture ricettive adeguate al mercato (stazione marittima, terminal aliscafi). A questi interventi si è agganciata la promozione degli scali, ossia la necessità di promuovere sul mercato il prodotto realizzato. Che significa mettere i nuovi asset, ammodernati, a reddito, incrementando così il livello di ricavi della nostra Autorità. E lo abbiamo fatto attraverso l’elemento regolatorio, quello della concessione demaniale. Abbiamo completato il quadro con l'accordo con i sindacati per circa 200 assunzioni. Un risultato concreto che, nonostante il momento di grande incertezza che attraversiamo, sottolinea le potenzialità del porto nel progettare e realizzare il futuro in cui desideriamo vivere".

Giordano e Napoli (Cisl): "Stop al precariato"

“Con lo stop al precariato - affermano Dionisio Giordano, segretario generale Fit Cisl Sicilia, e Nino Napoli, coordinatore regionale Portuali Fit Cisl Sicilia - abbiamo ridato cosi stabilità a tutti questi lavoratori che garantivano il funzionamento dei porti di Palermo e Termini Imerese, dato certezze alle loro famiglie e garantito dunque il prosieguo dei servizi portuali grazie al passaggio dei 99 alla Portitalia. Un risultato frutto di una collaborazione proficua avviata con il presidente Monti e con il presidente di Portitalia e Clp Giuseppe Todaro".

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