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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Una sanità più connessa e in rete per ripartire dopo l'emergenza: l'ordine dei medici presenta un portale e un osservatorio regionale

Produrre messaggi univoci, provando ad arginare la cosiddetta infodemia, l'obiettivo del sito. Intervenire sul Piano operativo regionale producendo, come organi sussidiari dello Stato, linee di indirizzo di investimenti efficaci, da suggerire al governo, lo scopo del secondo strumento

Garantire ai cittadini il diritto a una corretta informazione e analizzare lo stato dell’arte della sanità regionale per produrre, come organi sussidiari dello Stato, linee di indirizzo di investimenti efficaci, da suggerire al governo della Regione, nell’ambito della “missione 6” del Pnrr, destinata al potenziamento della medicina territoriale e la digitalizzazione dei servizi sanitari. Questo si prefiggono di fare il portale www.siciliamedica.it (diretto dal giornalista Maurizio Scaglione con il contributo del partner tecnico MarcoMedia) e l’Osservatorio comunicazione ed economia in sanità (Oces) composto da autorevoli esperti del settore. Le due iniziative, messe in campo dagli Omceo siciliani, sono state presentate stamattina a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei medici di Palermo, dai nove presidenti provinciali degli ordini, alla presenza di molte autorità del panorama istituzionale, regionale e nazionale, vertici delle Asp e delle Aziende ospedaliere, esponenti del mondo scientifico, accademico e dell’associazionismo.

"Per la prima volta gli ordini del territorio - affermano in una nota congiunta i presidenti Omceo Sicilia - hanno abbandonato il proprio 'silos' per farsi rete e condividere i primi due obiettivi cruciali e mirati. Produrre messaggi univoci, grazie al portale dei medici, per generare comportamenti sociali e istituzionali uniformi, provando ad arginare la cosiddetta infodemia, definita dall’Organizzazione mondiale della sanità come la 'sovrabbondanza di informazioni provenienti da fonti diverse, che rende difficile per le persone trovare fonti e indicazioni affidabili quando ne hanno bisogno'. E intervenire, attraverso l’analisi dei dati dell’Osservatorio, sul Piano operativo regionale che stabilisce la distribuzione nel territorio delle strutture sanitarie finanziabili, gli investimenti per la sicurezza e la sostenibilità degli ospedali, la digitalizzazione e le grandi apparecchiature, oltre che la costruzione o riconversione di strutture ospedaliere, poliambulatoriali e di raccordo tra ospedale e territorio. Una spesa per il diritto alla salute che - concludono - oggi vale 800 milioni di euro e che va indirizzata e monitorata".

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