Cronaca

"Foto hard di ragazzine e violenza sessuale": magistrato palermitano condannato a 7 anni

Dovrà anche pagare 100 mila euro di multa l’ex giudice Gaetano Maria Amato accusato di produzione e diffusione di materiale pedopornografico. La Procura gli contesta anche di aver palpeggiato una delle adolescenti riprese. Sarebbe accaduto mentre la ragazza dormiva

Gaetano Maria Amato

Quasi un anno fa esatto era stato arrestato. Adesso arriva la condanna. Il Gup di Messina, Salvatore Mastroeni, ha condannato a 7 anni e 100 mila euro di multa l’ex giudice Gaetano Maria Amato, palermitano, accusato di produzione e diffusione di materiale pedopornografico e violenza sessuale. I pubblici ministeri Scaminaci e Conte avevano chiesto 9 anni e 6 mesi nel giudizio che si è svolto con il rito abbreviato.

Amato, 59 anni, in servizio alla Corte d’appello di Reggio Calabria, era stato arrestato dalla polizia. Un caso unico. Perché mai era successo che un giudice in Italia finisse in manette con l'accusa di pornografia minorile. Il reato contestato in quella occasione fu il 600-Ter del codice penale che punisce chi sfrutta minorenni per realizzare esibizioni pornografiche o produrre materiale pornografico, come immagini di bambini. Al centro dell’inchiesta la vita privata di Amato, e non la sua attività di magistrato. Il reato sarebbe stato commesso a Messina.

Classe 1959, Gaetano Maria Amato, molto noto nell’ambiente giudiziario peloritano, è entrato in magistratura nel 1986. Prestava servizio alla sezione penale della Corte d’appello di Reggio Calabria dal gennaio del 2017. In precedenza era stato alla sezione civile. Al momento dell'arresto però era stato subito sospeso dalle funzioni. Lo scorso 2 ottobre la polizia, su richiesta del procuratore di Messina, Maurizio De Lucia, eseguì nei suoi confronti l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Poi il palermitano fu trasferito ai domiciliari

"Amato - come si legge sull'ecodelsud.it - era finito in un’inchiesta su una rete nazionale di scambio di materiale dal contenuto pedopornografico. Secondo l’accusa, che attribuì i fatti contestatigli agli anni in cui era stato giudice a Messina, avrebbe diffuso in rete le immagini di due ragazze di 16 anni e scaricato da internet materiale pornografico con fotografie di adolescenti, inoltre avrebbe partecipato a chat con altre persone interessate allo scambio di foto. Infine la procura gli contesta anche di aver palpeggiato una delle adolescenti riprese. Sarebbe accaduto mentre la ragazza dormiva".

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