Cronaca Blufi

A Blufi la regina delle incompiute: quel ponte sospeso nel nulla dal 1988

Non c'è solo la diga tra le opere mai portate a termine nel piccolo centro delle Madonie. Da trent'anni si aspetta la circonvallazione che collegherebbe lo svincolo di Irosa con i paesi circostanti. Ma adesso si riaccendono le speranze

Un ponte nel nulla. Nessuna strada che permetta di raggiungerlo, solo campagna e poche case intorno. Sta lì immobile dal 1988, a farsi logorare dal tempo. Si trova a due passi dalla più illustre fra le incompiute siciliane: la diga di Blufi. Per “ammirare” le sue campate, su cui prima o poi la natura prenderà il sopravvento, basta percorrere l’autostrada Palermo-Catania e uscire allo svicolo di Irosa. Proseguire, poi, sulla provinciale 138 in direzione di Blufi ed ecco apparire la sua carreggiata irreale.

Quel ponte avrebbe dovuto facilitare i collegamenti tra lo svincolo di Irosa e i paesi circostanti. Ma la strada non è mai stata realizzata. Stessa sorte toccata, per motivi ancora tutti da chiarire, alla vicina diga che, con i suoi 22 milioni di metri cubi di acqua, avrebbe contribuito a “dissetare” le province di Enna, Caltanissetta ed Agrigento. A fare di Blufi regina delle incompiute siciliane, oltre all’invaso “fantasma”, è dunque questa intercomunale che da Irosa si sarebbe dovuta collegare con la strada statale 290 che arriva fino al bivio Madonnuzza. Un’opera per cui erano stati stanziati 8 miliardi delle vecchie lire, ma di cui si è realizzato solo un ponte. Dopo l’apertura dello svincolo di Irosa, nel 2014, si aspetta da anni la realizzazione di questo secondo lotto (Blufi-Madonnuzza), che darebbe ulteriore linfa vitale alla viabilità delle alte Madonie.

ponte blufi google maps-2Ma adesso, pare che ci siano buone possibilità per far ripartire i cantieri. E' ottimista Giuseppe Rimicci, ex sindaco di Blufi per diverse legislature fino al 2002 e memoria storica del territorio. “So che la Provincia ha fatto recentemente dei sondaggi geotecnici – rivela Rimicci a Palermotoday – i risultati sono buoni, il ponte è in perfetta tenuta, si aspetta il completamento dei progetti e, per quello che so, pare che ci siano anche i fondi disponibili”.

Complessi, come sempre in questi casi, i motivi che hanno portato all’interruzione dei lavori. Gli sforzi sono stati rivolti soprattutto allo svincolo di Irosa, mettendo da parte il secondo lotto. “Appaltato il cavalcavia, - spiega Rimicci – la lievitazione del costo del cemento armato ci ha obbligato nel 1988 a cambiare in ferro la sua realizzazione con la conseguenza di non completare l’opera”.

Inoltre, il Comune capofila, Petralia Soprana, per motivi giudiziari aveva dovuto rescindere il contratto con l’impresa che si era aggiudicata i lavori. Nel 1996, poi, qualche speranza, con il finanziamento di 6 miliardi dalla Provincia per il completamento della circonvallazione che, però, non si è potuto utilizzare perché l’assessorato regionale al Territorio aveva rilevato che l’opera non era conforme agli strumenti urbanistici, impedendone, di fatto, la prosecuzione. Nel frattempo, gli anni passano e il ponte è ancora lì, in attesa che una strada dia senso alla sua presenza.

(Nella foto a destra il ponte visto su Google Maps)

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