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Cronaca Isnello

Polo astronomico di Isnello a rischio chiusura: "Intervenga il ministro"

A lanciare l'allarme Pd e Movimento 5 Stelle. Carmelo Miceli: "Il Il Gal Hassin è un'eccellenza in provincia di Palermo che rischia di scomparire". Il deputato Salvo Siragusa ha presentato un’interrogazione all’Ars in cui chiede alla Regione di intervenire per ridare ossigeno alla prestigiosa istituzione

"C'è un'eccellenza in provincia di Palermo che rischia di scomparire. È il Gal Hassin, il Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche di Isnello, sulle Madonie, che in 5 anni di attività è diventato un polo di eccellenza per la ricerca astronomica e risorsa culturale importante e opportunità di crescita economica per le Madonie e per la Sicilia". A lanciare l'allarme sono il Pd e il Movimento 5 Stelle. 

Il deputato del Pd Carmelo Miceli, insieme a un'altra parlamentare, Rosa Maria Di Giorgi, ha firmato una interrogazione al ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, chiedendo come intenda intervenire per salvare l'osservatorio. "A distanza di quasi 5 anni dalla sua nascita, la fondazione che lo gestisce rischia di chiudere entro pochi mesi e annullare le proprie attività, anche a causa di una certa assenza da parte delle Istituzioni regionali. Per continuare a operare e avviare progetti importanti di ricerca astrofisica occorre un adeguato supporto finanziario che al momento non c'è".

Miceli si rivolge direttamente al ministro: "La chiusura va assolutamente scongiurata, anche perchè oltre ai tantissimi riconoscimenti ricevuti a livello internazionale, solo negli ultimi 3 anni risultano più di 50 mila i ragazzi che hanno visitato la struttura guidati da astrofisici in percorsi didattici di grande interesse, e in programma c'è l'attivazione di due telescopi, uno dei quali da parte dell'Esa, l’Agenzia Spaziale Europea".

Parla di rischio di essere “come una stella cadente” invece il deputato regionale Salvo Siragusa, del Movimento 5 Stelle, ovvero “un bellissimo astro nel panorama delle realtà siciliane, ma che potrebbe sparire in breve tempo, dopo lo stop forzato che hanno subito le attività durante il periodo pandemico e in mancanza di fondi adeguati”. Il deputato ha presentato un’interrogazione all’Ars in cui chiede alla Regione di intervenire per ridare ossigeno alla prestigiosa istituzione, che opera dal 2016 come Fondazione regolarmente iscritta al Registro regionale. 

“Con i residui dei finanziamenti ricevuti negli ultimi anni - ricorda Siragusa nell’atto parlamentare - e dopo la lunga chiusura dovuta all’emergenza sanitaria, allo stato attuale, la Fondazione Gal Hassin si ritrova in una situazione economica critica e si stima che le attività possano proseguire per non più di un anno. La Fondazione svolge un’intensa attività didattica e divulgativa rivolta soprattutto alle scuole, con più di 50 mila studenti in visita dal 2017 al 2020. Il suo parco astronomico è destinato a diventare un Polo astronomico internazionale, dato che l’Esa ha deciso di collocare su monte Mufara l’innovativo telescopio Fly Eye. Numerosi poi i riconoscimenti ricevuti da Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Agenzia Spaziale Europea (ESA), Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Università di Tübingen, NASA, ONU”. 

“Il Governo regionale - conclude Siragusa - con una delibera del 3 settembre scorso si impegnò a individuare non solo le risorse economiche necessarie a sostenere i progetti infrastrutturali della Fondazione, ma anche ulteriori soluzioni che possano assicurare la sopravvivenza di una grande eccellenza della regione. A distanza di quasi due mesi, attendiamo di sapere su quale sostegno potrà contare la Fondazione GAL Hassin, e se siano previsti ulteriori stanziamenti per dare un sostegno stabile e non occasionale alle attività del centro”.

“La chiusura - aggiunge Vittoria Casa, deputata nazionale M5S - va assolutamente scongiurata. Non è infatti accettabile che il Centro chiuda per problemi del tutto contingenti, relativi ai recenti squilibri nelle entrate creati dal periodo pandemico. Il Centro rappresenta un presidio scientifico e culturale di primo piano per tutto il territorio di cui fa parte: un punto di riferimento per la didattica e la divulgazione dell’astronomia. Ho già sentito il direttore Giuseppe Mogavero ed ho anticipato la problematica alla ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa. Cinque anni di attività hanno evidenziato l’importanza del progetto. Si tratta di un patrimonio culturale, infrastrutturale e di ricerca che è di tutti e che non deve andare perso”.

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