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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Politeama, rider in assemblea: "Chiediamo diritti e tutele"

Mobilitazione indetta da Nidil Cgil e Cgil. I sindacati chiedono che venga messa fine alla condizione di precarietà per questi lavoratori: "Diciamo 'No' ad accordi capestro. Siano liberati dal ricatto del cottimo e dell'algoritmo"

Tornano a protestare i rider, che si sono riuniti in assemblea al Politeama per chiedere più diritti e tutele ai lavoratori impegnati nelle piattaforme delle consegne a domicilio. "Con l'arrivo di Just Eat a Palermo, con i lavoratori con contratto subordinato - si legge in una nota - Nidil Cgil e Cgil chiedono che venga messa fine alla condizione di precarietà per i rider delle piattaforme, considerati collaboratori occasionali, e di liberarli dal ricatto del cottimo e dell'algoritmo". 

"Chiediamo alle aziende del food delivery – dice il segretario Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso - di riaprire la discussione sul tipo di contratto, in quanto l'accordo tra Assodelivery e Ugl ha dimostrato di essere oltre che illegittimo anche peggiorativo per i lavoratori. E se sarà necessario metteremo in campo una mobilitazione”.

“La pandemia – spiega il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - ha fatto scoprire che quello che veniva da tutti considerato un lavoretto è invece un lavoro utile e importante e che i rider sono diventati una categoria di lavoratori essenziali. La gig economy è molto presente nella città di Palermo e la condizione in cui si trovano tanti lavoratori giovani che fanno questo mestiere è sotto gli occhi. E' arrivata l'ora che il lavoro dei rider, ampiamente riconosciuto da tutti, superi il sistema della chiamata e del cottimo e divenga prestazione stabile e continuativa. Un lavoro che va definito e regolamentato per dare alle lavoratrici e ai lavoratori addetti alle consegne degli ordini delle piattaforme le tutele e i diritti che hanno tutti gli altri lavoratori”.

Secondo il sindacato l'accordo firmato con Just Eat da Nidil e Filt, per la Cgil, frutto anche delle lotte e delle mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici realizzate negli ultimi anni, "dimostra che è possibile anche nel mondo dei ciclofattorini ottenere condizioni di lavoro eque e dignitose". E' in questa direzione che si muove Nidil Cgil nazionale, come sostiene il segretario generale Andrea Borghesi, oggi a Palermo per partecipare alla assemblea in piazza: “Le altre piattaforme – è il messaggio che lancia Borghesi ai lavoratori - continuano ad applicare un accordo capestro firmato tra Assodelivery e Ugl, che costringe lavoratori e lavoratrici al cottimo, al pagamento sul tempo speso per ogni singola consegna: un sistema di sfruttamento che non dà alcuna certezza rispetto alla retribuzione e che spinge ad accelerare al massimo le operazioni di consegna con conseguenze anche sulla sicurezza. Nidil e la Cgil tutta – prosegue Borghesi - stanno continuando la battaglia, anche sul terreno legale, per il riconoscimento di tutele e diritti contrattati per tutti i lavoratori e le lavoratrici dell'economia delle piattaforme, non solo di food delivery. Quella che è considerata gig economy (economia dei lavoretti) sta creando profitti per le piattaforme a tutto discapito del lavoro che viene svalorizzato e non riconosciuto come tale, anche attraverso l'utilizzo improprio di forme di impiego in autonomia, come collaborazioni autonome, occasionali e partite Iva”. 

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