Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Resuttana-San Lorenzo

Pochi bagnini alla piscina comunale, il sindacato Csa: "Amministrazione disattenta"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Giorno 13 dicembre si è svolto il partecipatissimo sciopero dei lavoratori part-time del comune di  Palermo che hanno chiesto con forza, dopo anni di utilizzo ad orario ridotto, di avere un aumento di ore di lavoro. Può sembrare il solito sciopero con le pretestuose richieste di aumento finalizzate solo ad un riconoscimento economico, invece la reale motivazione è che non si riescono a garantire servizi adeguati ai cittadini della quinta città d’Italia.

Sì, proprio così, perché l’amministrazione comunale con la delibera di giunta numero 245 del 13 dicembre 2017 avente ad oggetto “Approvazione schema di protocollo d’intesa tra il comune di Palermo e le società natatorie per l’erogazione del servizio di assistente bagnante presso la piscina comunale” cerca di sopperire alla carenza di personale con la qualifica di “bagnino”, che ad oggi sono 8 unità e non riescono a coprire tutti i turni di servizio.

Quanto detto palesa che il servizio svolto da questi dipendenti è indispensabile e necessita l’incremento delle ore di lavoro. A tutt’oggi i bagnini sono solo otto unità, di cui uno a tempo pieno, cinque a orario ridotto e due Lsu. In queste condizioni non si riesce a garantire il servizio come richiesto dalle normative vigenti che impongono la presenza dei bagnini a bordo vasca. Bisogna evidenziare che da 10 anni gli stessi operatori hanno garantito il servizio secondo le norme vigenti, con grande spirito di servizio e spesso a recupero ore per garantire il servizio degno della quinta città d’Italia.

Il sindacato Csa si augura che l’amministrazione non abbia cambiato idea sulla politica del personale al comune di Palermo. Eravamo convinti fino ad oggi - si legge in una nota - che l’interesse del comune fosse quello di garantire, sempre nel rispetto delle regole (tutte),  l’erogazione dei servizi alla città tramite dipendenti interni, e fino ad oggi l’amministrazione è stata coerente con questo sano principio. E’ cronaca cittadina anche recente, infatti, che questa amministrazione abbia garantito molti lavoratori delle società partecipate quali la Rap e la Reset.

Abbiamo condiviso da sempre questa politica di valorizzazione delle risorse umane e per questo oggi non comprendiamola delibera di giunta numero 245 del 13 dicembre 2017, per noi inopportuna, anche alla luce dell’attuale vertenza che coinvolge il personale part time come quello della piscina comunale e di moltissimi uffici e servizi della città di Palermo, in quanto impegna l’amministrazione alla cessione di un servizio che tuttora è reso da dipendenti dell’Ente. Servizio che nella delibera sembrerebbe assegnato a tutte le società che utilizzano l’impianto comunale, non ad una specifica, e che si assumono l’impegno di garantire il servizio oltre che ai loro associati anche al pubblico che vuole fruire del servizio di piscina.

Ma in caso di mancata assistenza o di assenza temporanea del bagnino la violazione di norma e la relativa sanzione e colpa è del proprietario e conduttore della struttura e quindi del Comune di Palermo e del dirigente del servizio e relativo capo impianto? Nella delibera quindi la responsabilità civile e penale dei dipendenti viene salvaguardata? Questi interrogativi, come sindacato Csa, a tutela dei dipendenti devono essere dipanati formalmente. Per quanto sopra il Csa, nel rispetto delle vigenti regole, chiede un urgente incontro con l’amministrazione al fine di evitare disservizi e contenziosi che aggraverebbero la già difficile situazione economico finanziaria dell’amministrazione. 
 

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