menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Street Art a Pizzo Sella, arriva la polizia: scattano 11 denunce

Un altro capitolo dell'infinita vicenda che riguarda la "collina del disonore". Artisti e video-operatori nei guai per danneggiamento "con l'aggravante del bene sottoposto a sequestro"

Volevano "pittare" gli edifici abusivi per donargli una nuova vita e riportare l’attenzione su una riserva naturale divenuta luogo simbolo della speculazione edilizia. Così, sono saliti sulla "collina del disonore", per "portare" l'arte laddove non c'era mai stata. Torna alla ribalta la vicenda Pizzo Sella. Sì, perché a seguito di una segnalazione, le forze dell’ordine sono intervenute interrompendo il lavoro di alcuni artisti. Alla fine in undici sono stati denunciati. Fra le persone coinvolte ci sono anche tre video-operatori presenti sul luogo per documentare l’intervento, con l'obiettivo di realizzare un prodotto audio-visivo che avrebbe dovuto vedere per protagonista il ruolo dell’arte nel contesto sociale contemporaneo.

La vicenda - avvenuta nei giorni scorsi - ha riacceso le luci Pizzo Sella, già salita alla ribalta della cronaca come la "collina del disonore". I rappresentanti delle associazioni e dei gruppi del progetto culturale "Inseminazione artistica", ospitato a Palermo e Catania tra il 9 ed il 22 maggio 2016, manifestano la loro solidarietà e appoggiano la causa degli artisti coinvolti. "La storia e la criticità di Pizzo Sella, già dal 2013 luogo di interventi artistici - si legge in una nota - hanno attirato l’attenzione degli artisti che così hanno deciso di dare il proprio contributo realizzando nuove opere murarie sugli edifici disabitati e in apparente stato di abbandono. Convinti del valore sociale del nostro operato abbiamo deciso di andare incontro alle forze dell’ordine per spiegare le motivazioni che ci hanno spinto ad intervenire in un contesto così delicato e denso di significati qual è Pizzo Sella, uno degli esempi più lampanti della situazione italiana riguardo degrado urbano e paesaggistico, interazione con lo spazio sociale e la comunità. Le forze dell’ordine, pur comprendendo le nostre motivazioni, hanno seguito l’iter burocratico conducendoci in commissariato per la procedura di identificazione e avvio delle indagini ai sensi dell’art. 635 cpp e art. 625 cpp comma 7 per danneggiamento con l’aggravante di bene sottoposto a sequestro e conseguente confisca di colori e pennelli".

Pizzo Sella continua dunque a far parlare di sé: si tratta di 170 ville distribuite in un milione di metri quadrati di cemento. Cinquantanove risultano abitate (altre strutture sono rimaste invece incomplete). Su Pizzo Sella recentemente era arrivata la sentenza della Cassazione che ha condannato il Comune di Palermo a risarcire i danni ai proprietari delle costruzioni, perché le ville avrebbero devastato il promontorio che si affaccia sul golfo di Mondello. Ma è una vicenda che parte da lontanissimo. Le ville furono edificate negli anni '70. Ma la storia di Pizzo Sella è diventata col tempo uno dei casi più controversi di abusivismo edilizio.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento