Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

"Pizzaiolo avvelenato col cianuro, prove evidenti": giudizio immediato per la moglie

La tragica fine del termitano di 40 anni, Sebastiano Rosella Musico, morto il 22 gennaio del 2019. Loredana Graziano si trova ai domiciliari. E' accusata di aver somministrato una dose letale al compagno

Sebastiano Rosella Musico e Loredana Graziano

Non fu un infarto a stroncare il 22 gennaio del 2019 un pizzaiolo di Termini Imerese, Sebastiano Rosella Musico, ma una dose letale di cianuro che le moglie gli avrebbe fatto ingerire per sbarazzarsene. Il gip Claudio Bencivinni ha disposto il giudizio immediato per Loredana Graziano, la donna di 35 anni accusata di aver avvelenato il marito. E’ stata accolta la richiesta avanzata dal pm Alessandro Macaluso. Le prove sono state ritenute evidenti. L’udienza è fissata per l’11 novembre. 

I familiari di Musico, 40 anni, (assistiti dagli avvocati Salvatore Sansone e Salvatore Di Lisi) non hanno in realtà mai creduto alla morte per infarto. Il pizzaiolo di Termini Imerese godeva di ottima salute. Per circa un anno la morte del quarantenne che lavorava in una pizzeria a conduzione familiare, era stata considerata la conseguenza di un malore, forse un infarto. Nessuno però voleva rassegnarsi alla tragedia. Così i familiari hanno chiesto di fare luce sull'accaduto. Poi è arrivata anche una soffiata che avrebbe convinto investigatori e inquirenti a indagare sulla vicenda, tanto che la Procura ha disposto il sequestro dell'abitazione della coppia e la riesumazione della salma per eseguire l'autopsia.

La svolta è arrivata quando gli investigatori sono riusciti a trovare un riscontro alle informazioni fornite dall'ex amante della donna che, dopo una denuncia per stalking e la fine del loro rapporto, l'aveva accusata dell'omicidio.

Secondo le indagini dei carabinieri della compagnia di Termini e le perizie tossicologiche, Sebastiano Rosella Musico è stato avvelenato. Ad assassinarlo sarebbe stata la moglie, Loredana Graziano, che si trova ai domiciliari. Il consulente Alfredo Andrea Malerba non ha avuto dubbi: nel cadavere del ristoratore c’erano tracce di cianuro. Un tipo di veleno non facile da reperire in commercio.

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