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Venerdì, 20 Maggio 2022
Impianti sportivi

Il Comune chiede tre mesi anticipati per l'affitto della piscina, società in rivolta: "Così si chiude"

Telimar, Waterpolo, Nadir, Aquademia Sincro, Gifa, Olympia e Palermo Nuoto lanciano l'allarme per un provvedimento che si aggiunge "agli aumenti del 150% dei biglietti d'ingresso e del 25% delle tariffe degli spazi acqua". L'assessore Petralia: "Stiamo valutando la possibilità di tornare al pagamento mese per mese"

Scatta la protesta delle società di nuoto e pallanuoto dopo che il Comune ha richiesto il pagamento anticipato trimestrale di tutti gli affitti degli spazi acqua alla piscina di viale del Fante. A lanciare l'allarme, per un provvedimento che rischia di mettere in crisi le associazioni sportive e avere ripercussioni sugli utenti finali, sono Telimar Palermo, Waterpolo, Polisportiva Nadir, Aquademia Sincro, Gifa, Olympia e Palermo Nuoto.

L'obbligo del pagamento trimestrale anticipato è previsto, per una questione contabile, nella delibera di Giunta sul nuovo tariffario degli impianti sportivi. Tutti, non solo la piscina, dove però i costi sono più alti. Finora le società hanno sempre pagato in anticipo, ma mese per mese. L'esborso di tre mesi - anziché uno per volta - sta mettendo in difficoltà le società, che stanno già facendo i conti con "l'aumento del 150% dei biglietti di ingresso e il contestuale aumento del 25% delle tariffe degli spazi acqua della piscina comunale, nonostante la recente chiusura per diverse settimane".

A chi non paga, prosegue la nota, il Comune minaccia "la sospensione degli spazi acqua". Eventualità che l'amministrazione vorrebbe evitare, tanto che l'assessore allo Sport, Paolo Petralia, ha già chiesto un incontro alle società "per trovare una soluzione". Quale? "Sostanzialmente tornare al pagamento anticipato mese per mese", risponde Petralia.

Ma c'è un'altra questione aperta, quella riguardante il considdetto fondo perequativo concesso dalla Regione al Comune per sopperire ai mancati introiti durante l'emergenza Coronavirus. L'assessorato regionale all'Economia ha emesso il decreto d'impegno, ma non ha liquidato il fondo a Palazzo delle Aquile. In altre parole, i soldi non sono in cassa, anche se c'è la certezza di poterli avere.

"Ancora non viene reso esecutivo il provvedimento emanato dalla Regione Siciliana - fa sapere il consorzio delle società natatorie palermitane - con il quale si sospendeva il pagamento degli spazi acqua delle società sportive nel periodo che va da marzo 2020 a dicembre 2021, per i danni di inattività o attività ridotta a seguito della pandemia. Di fatto, quindi, le società avrebbero un credito di svariate decine di migliaia di euro ciascuna nei confronti del Comune che però chiede un pagamento anticipato di spazi che, come si è visto nel recente passato, non è peraltro in grado di garantire con certezza e continuità".

Le società sportive temono il colpo di grazia per le loro attività. "Non chiediamo nulla che non ci spetti già, che non venga già da noi profumatamente pagato, impegnate quotidianamente nell’impresa di non fare chiudere un impianto meraviglioso ma pessimamente gestito. Una piscina che mostra il peso dei suoi anni senza che vi sia stata mai fatta una vera manutenzione straordinaria, con carenze di ogni tipo e con la voglia di atleti, appassionati, genitori e operatori, di renderla fruibile, più accogliente possibile, rispondente ai bisogni della collettività".

"Abbiamo già esposto nelle sedi competenti la nostra preoccupazione per l’aumento indiscriminato delle tariffe - concludono - che colpisce soprattutto le società sportive e che se non verrà modificato nella sostanza causerà un crollo degli iscritti nella stagione prossima. Se a questo si aggiunge il provvedimento di pagamento anticipato, tra qualche mese non si porrà più il problema della gestione della piscina comunale, che sarà chiusa per mancanza di utenti".

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