Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Pif agli studenti: "Ho preso in giro Totò Riina in tv smontando il mito della mafia"

"Io l’ho sempre detto, se non fossi palermitano vorrei essere leccese": il regista si è raccontato davanti agli studenti del Dams del capoluogo salentino

Mafia, guerre e storie di vita vissuta, trattate con leggerezza, ironia e profonda sensibilità. Se si volesse fare un breve ritratto del lavoro artistico di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, sarebbero probabilmente queste le parole più adatte. E non a caso, il noto regista, autore e conduttore, è stato accolto dagli studenti del Dams di Lecce con grande partecipazione ed entusiasmo. Pif ha partecipato, questa mattina, ad un seminario nell’ambito del programma Aid (attività integrative della didattica) dell’anno accademico 2017/2018 incentrato sul rapporto tra ideazione, performance e media.

“Io l’ho sempre detto, se non fossi palermitano vorrei essere leccese. Una città che frequento ormai da anni, spesso d’estate. Sono molto felice di essere qui”, ha detto Pif. Il regista ha raccontato la genesi del suo successo, quasi inaspettato, tornando alle origini della sua passione per il cinema che è cresciuta insieme a lui: “Il mio sogno era quello di fare il regista e, tra tutti i mezzi con cui lavoro, il video è quello che mi rappresenta di più. La televisione ha ritmi più veloci, ma l’opera artistica cinematografica rimane tale nel tempo”.

Agli studenti del corso di laurea in discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, da poco attivato dall’Università del Salento, l’artista palermitano ha consigliato di approfondire la conoscenza dei più grandi nomi del cinema: “Io leggevo le biografie dei big e seguivo i registi sul set, anche a costo di fare la parte dello schiavo volontario. Mi premeva imparare, e questo lavoro s’impara sul campo”.

Poi il monito a non scoraggiarsi: “Il mondo dello spettacolo è difficile ed è in gran parte marcio. Non è necessaria una laurea per accedere e quindi non si può contare su una scrematura all’ingresso. Però, se è vero che le raccomandazioni esistono, l’ambiente è più meritocratico di quanto sembri”.

“Io ne sono un esempio – ha aggiunto in tono scherzoso -. Se ce l’ho fatta io ce la possono fare tutti, è una battuta senza falsa modestia perché, per carattere, non sono il tipo di persona che sgomita per emergere”.

Pif è conosciuto per il programma radiofonico “I Provinciali” e quello televisivo “Il testimone”. È stato un attore ed in molti lo ricordano come Vj di Mtv, fino al successo dei due primi film di cui ha firmato la regia: “La mafia uccide solo d’estate”, che gli è valso il premio David di Donatello come miglior regista esordiente, e “In guerra per amore”.

Se c’è un tema che ha segnato il suo percorso artistico e la sua biografia, caratterizzata anche da un profondo impegno sociale e politico, è quello della lotta alla mafia. Non un caso, probabilmente: “Sono palermitano e, quando sono diventato un regista, ho deciso di raccontare ciò che avevo visto e vissuto a 10 anni, mantenendo la stessa rabbia innocente di quella tenera età”.

“La mafia uccide solo d’estate”, mandato recentemente in onda sulla rete ammiraglia della Rai sotto forma di serie tv, ha un posto di rilievo nella sua carriera: “Quel film rappresenta il mio strumento di lotta – ha spiegato agli studenti -: il fatto che sia stato trasmesso da Rai 1, in prima serata, è per me un successo. In questo modo siamo riusciti a smontare il mito della mafia, lanciando un messaggio ai più giovani. Prendere in giro Totò Riina in tv, e non solo al cinema, ha un’efficacia maggiore”.  

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pif agli studenti: "Ho preso in giro Totò Riina in tv smontando il mito della mafia"

PalermoToday è in caricamento