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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca San Giuseppe Jato

"Picchia la moglie, la violenta e la costringe a lavorare nei campi": agricoltore a processo

La terribile storia di una donna di origine tunisina che nel 2019 ha trovato il coraggio di denunciare il marito per le vessazioni a cui l'avrebbe sottoposta anche davanti ai figli piccoli

Calci, pugni, insulti, persino lo stupro e la costrizione a lavorare nei campi nonostante fosse incinta. Una vita che avrebbe dovuto essere fatta d'amore e che invece sarebbe stata costellata solo di botte e di umiliazioni, subite anche davanti ai figli piccoli. Ed è proprio per i maltrattamenti e gli abusi sessuali ai danni della moglie che stamattina un agricoltore di San Giuseppe Jato è stato rinviato a giudizio. Per lui il processo inizierà a marzo davanti alla seconda sezione del tribunale.

Il processo nasce dalle denunce presentate dalla donna già a partire dal 2019. Racconti terribili, in cui - come ha fatto anche in aula oggi - ha riferito delle presunte violenze che l'imputato le avrebbe inflitto anche per i motivi più banali. La vittima è di origine tunisina e, secondo la sua versione, il marito le avrebbe persino negato di seguire un corso per imparare l'italiano. Nessuna remora invece a mandarla a sudare nei campi, nonostante fosse avanti con una delle gravidanze.

L'inchiesta dei carabinieri è stata coordinata dai sostituti procuratori Ludovica D'Alessio e Carmela Romano che, oltre al rinvio a giudizio dell'imputato, hanno chiesto che la donna venga ospitata in una comunità. Il marito davanti al giudice ha cercato di sminuire le accuse e si è detto disposto ad accoglierla nuovamente a casa. Cosa che la vittima ha rifiutato.

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