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Non può stare a meno di 200 metri dall'ex compagna, ma si fa trovare sotto casa sua: arrestato

I due avevano avuto un figlio ma dalla gravidanza in poi la loro storia d'amore si era trasformata in un incubo. Dopo 7 anni lei ha deciso di denunciare le violenze subite e così il gip aveva imposto il divieto a un 41enne egiziano. Ma nonostante ciò l'uomo ha continuato a perseguitarla

Dopo una storia lunga 7 anni avrebbe inizato a maltrattarla e aggredirla, in alcuni casi per costringerla anche ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, minacciando di picchiarla con violenza o di portarle via il loro bambino. I carabinieri hanno arrestato e portato in carcere un egiziano di 41 anni. Nonostante l’allontanamento e il divieto di avvicinamento imposto dal giudice, l’uomo sarebbe tornato sotto casa dell’ormai ex compagna di 36 anni. Questa volta però l’intervento tempestivo di una pattuglia avrebbe evitato il peggio.

I due si erano conosciuti in un mercato rionale e dopo una lunga frequentazione avevano deciso di iniziare una relazione. Nel tempo però il loro rapporto si sarebbe incrinato, trasformandosi giorno dopo giorno in un tunnel dal quale sembrava impossibile uscire. Quando la donna era rimasta incinta, lui - padre di due figlie sulle quali non ha più la potestò genitoriale - le avrebbe infatti imposto alcune regole: non poteva uscire se non per necessità o per fare la spesa, non poteva lavorare né poteva avere amici con cui parlare.

Nel 2019 la donna, temendo per la propria incolumità, aveva trovato il coraggio di confidarsi con suo padre e di allontanarsi, denunciando tutto alle forze dell’ordine per mettere fine al clima di terrore che si viveva dentro le quattro mura di casa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’aggressione risalente a novembre di quell’anno: l’uomo avrebbe strattonato la moglie e l’avrebbe anche presa a pugni, provocandole una ferita allo zigomo sinistro e un trauma toracico.

Terminate le prime indagini il gip aveva disposto per l'uomo una misura cautelare, imponendogli di non avvicinarsi a meno di 200 metri dall’ormai ex compagna. Ma questo non sarebbe bastato. Nell'ultimo anno l'uomo si sarebbe fatto vivo più volte, facendosi trovare sotto casa della donna. "Già all’inizio di questa vicenda - spiega Rosa Garofalo, l’avvocato che assiste la 36enne - lui la pedinava, si faceva trovare vicino casa, rispettando la distanza minima, oppure la faceva seguire da suoi amici, tanto che lei si sentiva continuamente osservata. E come se non bastasse chiamava a tutte le ore del giorno, sia lei che il padre".

Lo scorso 25 aprile l’ultimo episodio: l’uomo si sarebbe fatto trovare nuovamente sotto casa della compagna, nel frattempo costretta a cambiare abitudini e anche quartiere, ma questa volta c’erano i carabinieri della stazione di Altarello che lo hanno fermato segnalando la vicenda alla Procura e mettendo in moto il procedimento che ha portato il giudice Lorenzo Matassa a firmare una nuova ordinanza di custodia cautelare. L’uomo infatti, in attesa del processo o di ulteriori disposizioni, resterà in una cella del Pagliarelli.

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