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Migliaia di donne in corteo per dire "No" alle violenze: "Noi siamo rivolta"

A organizzare la manifestazione, dal Politeama a piazza Pretoria, il coordinamento "Non una di meno". Tra le richieste alle istituzioni quella di aumentare le risorse per i consultori e i centri anti violenza in Sicilia

Migliaia di donne sono scese in piazza ieri pomeriggio per dire "basta" alla violenza sulla donne. "Siamo rivolta!" lo striscione di apertura della manifestazione che ha preso il via intorno alla 16.30 da piazza Politeama. Un monito "per chi ancora sottovaluta la forza delle donne e che sottende un processo di trasformazione della società che sta cominciando".

Solo poche ora prima della manifestazione la scoperta, a Partinico, dell'uccisione di una donna. Un imprenditore ha tolto la vota alla giovane con cui aveva una relazione clandestina per timore che rivelasse la verità alla moglie.

"Il corpo è mio e lo gestisco io" uno fra gli slogan più ripetuti nel corteo arrivato fino a piazza Pretoria. Qui è stato affisso lo striscione "Risorse per consultori e centri anti violenza in Sicilia", una richiesta chiara e precisa alle istituzioni locali. "Ormai da anni siamo nelle piazze e nelle strade della nostra città a ribadire che i femminicidi sono la punta di un iceberg fatto di oppressione - afferma Roberta Ferruggia di 'Non una di meno' Palermo - La violenza maschile esiste nel privato delle case, ma pervade ogni ambito della società e diventa sempre più strumento politico di dominio producendo solitudine, disuguaglianze e sfruttamento. Esiste infatti una violenza pubblica, che legittima quella privata, che passa per il sabotaggio sistematico della libertà di scelta delle donne che, nella nostra terra, si realizza non solo attraverso l'obiezione di coscienza (che in Sicilia raggiunge l' 89%) ma anche tramite altri dispositivi".

Le donne di "Non una di meno Palermo" sono scese in piazza anche contro "la violenza mediatica". "'Gigante buono', 'amore non corrisposto', 'raptus di follia'. Così il giornalismo e i media trasformano l'ennesimo femminicidio in una soap di sangue e passione - sottolinea Ferruggia - Un racconto volto a criminalizzare la donna e farci empatizzare con il carnefice. A questa narrazione che negli spot rappresenta le donne sole, sempre livide e rannicchiate ne stiamo costruendo un'altra di donne forti, capaci di autodeterminarsi e di reagire. Donne solidali che insieme si organizzano come abbiamo fatto nelle piazze siciliane di Palermo e Messina, nella piazza di Roma e in tutte le piazze del mondo invase dalle donne che lottano".
 

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