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Barbieri e acconciatori insorgono davanti alle chiusure forzate: "Fateci riaprire"

In centinaia di sono dati appuntamento in piazza Indipendenza. Chiedono di potere riprendere a lavorare, ma anche ristori adeguati. Protesta organizzata da Confesercenti: "L'inefficienza di chi gestisce il sistema pandemico non può essere pagata da noi"

"Tagliati fuori, fateci riaprire". Con questo slogan titolari e lavoratori di centri estetici e saloni di acconciatura sono scesi in piazza stamani per protestare contro la chiusura disposta con la zona rossa. Si sono dati appuntamento in piazza Indipendenza, dove c'è la sede della presidenza della Regione per chiedere oltre alla riapertura delle attività, anche ristori adeguati. La presenza dei manifestanti ha mandato in tilt la circolazione e l'area è stata presidiata dalla polizia. 

La protesta è stata organizzata dal gruppo benessere di Confesercenti Palermo. "Siamo stanchi - dicono Toni Oneto, Cosimo Campagna e Nunzio Reina - di questa situazione. Chiediamo tutele nel pieno rispetto delle regole e della salute pubblica". "L'inefficienza di chi gestisce il sistema pandemico non può essere pagata da noi - aggiunge Nunzio Reina, responsabile area produzione regionale di Confesercenti. - Tutte le attività sono in perdita. Diamo più garanzia sanitaria noi aperti, che con la chiusura. Così incentiviamo il lavoro degli irregolari".

Poi nel pomeriggio una delegazione di Confesercenti Palermo formata dalla presidente Francesca Costa, dal vicepresidente Massimo Mangano, dal direttore Michele Sorbera, dallo stesso Reina e da Marco Mineo, presidente di Assohotel è stata ricevuta dal prefetto Giuseppe Forlani per rappresentare preoccupazioni e proposte del mondo imprenditoriale. “Tra le imprese – ha detto Francesca Costa – l’esasperazione è altissima e la nuova zona rossa in tutta la provincia ha accresciuto paura e rabbia. Nessuno avrebbe immaginato un anno fa che la pandemia sarebbe durata tanto tempo ed oggi non si vede ancora una data certa per la ripartenza. Quello che chiediamo è di potere lavorare con protocolli di sicurezza che ci permettano di convivere con la pandemia. Dobbiamo riuscire a fare in modo che le imprese sane possano ripartire restando sane”.

A sua eccellenza il prefetto sono stati prospettati alcuni temi tra cui l’esigenza di un tavolo di concertazione tra Istituzioni e parti sociali proprio per trovare strade comuni per un’uscita veloce dalla crisi. “Da una parte la confusione sui dati ha creato sfiducia nelle istituzioni – ha aggiunto Michele Sorbera - dall’altra anche le misure che vengono proposte a livello locale spesso non fanno i conti con la realtà: non si può chiedere oggi alle imprese di essere in regola con Durc o con le imposte sul suolo pubblico, perché la maggior parte di loro sono senza alcuna liquidità. Nelle scorse ore abbiamo fatto appello con un comunicato stampa anche alle altre associazioni di categoria e ai sindacati per fare fronte comune con un pacchetto di proposte condivise e venerdì avremo un incontro con Anci Sicilia”.

Il prefetto ha confermato la necessità di contenere la circolazione del virus che nelle ultime settimane si è manifestato particolarmente aggressivo, anche con un aumento della pressione sui reparti ospedalieri. Ha assicurato che riferirà al governo nazionale sullo stato di difficoltà delle aziende e sulla proposta di nuovi protocolli di sicurezza per la ripartenza e che dialogherà, anche con le altre istituzioni, per migliorare la risposta dello Stato nel suo complesso nei confronti delle realtà produttive. L’orizzonte, ha detto Forlani,  è sostenere il potenziamento della campagna vaccinale e proseguire nell’azione di controllo del territorio sul rispetto delle misure di contenimento e contro i fenomeni dell’abusivismo commerciale che danneggia le imprese la cui attività è stata sospesa.

Il tema delle riaperture è al centro in queste settimane di iniziative e incontri che Confesercenti sta portando avanti a tutti i livelli istituzionali e di una campagna nazionale - “Portiamo le imprese fuori dalla crisi”- con una petizione online su www.confesercenti.it".  

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