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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Calatafimi / Piazza Indipendenza

"Sulle ex Province basta teatrini": i sindacati tornano in piazza

Sit in di Cisl, Uil, Cgil e Csa davanti alla presidenza della Regione in piazza Indipendenza. "Governo e buona parte dell'Ars - dicono - continuano in un incomprensibile atteggiamento di rissosità e totale mancanza di responsabilità"

Una manifestazione per protestare "contro i ritardi della riforma, i mancati trasferimenti e il rischio di licenziamento nelle partecipate delle ex province". Ad organizzare il sit in prima davanti alla presidenza della Regione in piazza Indipendenza e poi a Palazzo dei Normanni sono Cisl, la Uil, la Cgil e il Csa.

“E’ un vero e proprio teatrino quello a cui stiamo assistendo sulla discussione della norma che dovrebbe adeguare la Legge regionale 15/2015 alle indicazioni del governo nazionale – dicono in una nota i sindacati - Premesso che l’adeguamento, considerato che il governo regionale non si è costituito dinanzi alla Corte Costituzionale, appare ormai l’unica via da seguire per agevolare le trattative con lo Stato per cercare di salvare gli enti dall’inevitabile dissesto, riteniamo vergognoso il comportamento del Governo e di buona parte dell’Ars che continuano in un incomprensibile atteggiamento di rissosità e totale mancanza di responsabilità”.

Per i sindacati bisogna "prendere con urgenza delle decisioni per scongiurare che cinquemila famiglie vengano abbandonate". “Vorremmo che qualcuno ci dicesse quali altre alternative la Sicilia abbia rispetto alla modifica proposta dalla conferenza dei Capigruppo, tenuto conto che una discussione in sede di Corte Costituzionale del ricorso proposto da Roma in assenza di difesa, vedrebbe certamente l’annullamento della norma relativa all’elezione del sindaco metropolitano – aggiungono i sindacati - Chi oggi, per non chiari tornaconti e finalità, intende proseguire sulla strada della confusione, nascondendosi dietro il paravento della tutela di un’autonomia ormai da tempo calpestata e vilipesa proprio da chi avrebbe dovuto difenderla, si assume la responsabilità di abbandonare al loro destino 5000 famiglie, centinaia di disabili, migliaia di chilometri di strade e tutte le scuole superiori siciliane”. 
 

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