Il popolo anti Lega in piazza con tamburi e coppole: "Non ci facciamo calpestare"

La manifestazione è stata lanciata dal gruppo Facebook "No Beni culturali alla Lega Nord - Musumeci dimettiti!" per chiedere il ritiro della delega alla Cultura al Carroccio e raccogliere le firme per la sfiducia al governatore: "Ci ha tradito, non ci rappresenta"

In piazza del Parlamento, dove c'è l'Ars, il rumore dei tamburi e i colori delle coppole. E' la manifestazione lanciata dal gruppo Facebook "No Beni culturali alla Lega Nord - Musumeci dimettiti!" per chiedere il ritiro della delega al Carroccio e raccogliere le firme per chiedere ai componenti dei gruppi parlamentari di presentare una mozione di sfiducia al governatore. Quello manifestato oggi è un malumore covato da settimane, da quando il presidente della Regione ha assegnato l'assessorato che fu dell'archeologo Sebastiano Tusa al giornalista Alberto Samonà, adesso in quota Lega. Oggi la protesta in piena regola, seppure nel rispetto delle norme anti Covid. In piazza niente bandiere di partito, solo quelle con la Trinacria.

"Musumeci - affermano i manifestanti - ha detto di noi che siamo una sparuta minoranza. Ci ha sfidato. Ma solo il gruppo Facebook conta un numero di iscritti pari ai voti che la Lega ha preso alle ultime elezioni regionali. Questo partito, che è contro la Sicilia per antonomasia, non ci rappresenta. E non ci sentiamo rappresentati neppure da Musumeci che l'ha accolto a braccia aperte insultando i siciliani. La Lega non si chiama più Lega 'Nord' - aggiungono - ma non cambia. Hanno calpestato e umiliato i siciliani e non lo dimentichiamo".

"Nello Musumeci non ci rappresenta - dice Domiziana Giorgianni, una delle promotrici della manifestazione -. La Lega in Sicilia non esiste: per questo chiediamo il ritiro della delega ai Beni culturali e le dimissioni del presidente della Regione. Non è accettabile dare spazio alla Lega in Sicilia, che ha sempre e solo insultato il Sud e la Sicilia. Per questo stiamo raccogliendo le firme per presentare la nostra richiesta: ritiro della delega e dimissioni del presidente della Regione".

"Musumeci rischiava di concludere il suo mandato senza essere ricordato. E così, invece di dare continuità al suo governo del nulla, ha deciso bene di uscire dall’anonimato. Lo ha fatto nel peggiore dei modi: svendendo la Sicilia al partito anti-siciliano per antonomasia, rincara la dose Sofia Rosano.

 Al Politeama flash mob del centrodestra, c'è anche Samonà

E ancora: "Oggi - sottolinea Tiziana Albanese - in Sicilia si sono confrontate due piazze. Da un lato una sparuta minoranza di leghisti, dall’altro i siciliani veri. Quelli che non si svendono per interessi e per soldi. Sono state rispettate tutte le misure di sicurezza, cosa che non ha fatto il centro-destro in piazza a Roma".

Samonà, finito nel fuoco della polemica, stamani ha partecipato a un'altra manifestazione, quella del centrodestra contro il governo Conte, e ha dribblato le polemiche: "Se la critica si trasforma in proposta ben venga, quando si passa all'insulto non si può che non rispondere - ha detto - Io sono molto legato all'identità della mia terra, all'identità della Sicilia. Che si protesti nel nome dell'identità ci può stare. Non mi sento di condannare chi oggi sarà in piazza, ma mi sento di dire da assessore ai Beni culturali e all'Identità siciliana che protestare è legittimo. Io, nel mio piccolo, cercherò di fare in modo che questo termine di identità siciliana non resti solo uno slogan ma che si traduca in un'azione di governo. A partire dai beni culturali ma anche le eredità culturali. Ieri ho incontrato il maestro Cuticchio e parlando dell'Opera dei pupi abbiamo parlato di un rilancio dell'Opera dei Pupi".

In difesa di Samonà anche il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè, che definisce la manifestazione "una sciocchezza, pura demagogia".  "Quando si contesta un governo - dice all'AdnKronos - lo si può fare per motivazioni davvero importanti, o lo si può fare tanto per protestare. E questa mi sembra proprio una di quelle manifestazioni tanto per protestare. Perché se Musumeci avesse scelto per i Beni culturali e l'Identità siciliana un signore di Bolzano o una signora veneta forse ci sarebbe stato da arrabbiarsi, ma Musumeci non lo avrebbe mai fatto. E alla fine ha scelto una persona palermitana". 

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Di avviso opposto il capogruppo del M5S all'Ars, Giorgio Pasqua, per il quale "la protesta di oggi, ove ce ne fosse bisogno, è l’ennesima, plastica dimostrazione che la scelta di Musumeci di dare i Beni Culturali alla Lega va contro i desideri dei siciliani, che non riescono a digerire il fatto che  l’assessorato che più caratterizza l’identità del nostro popolo sia andato a chi ha sempre bistrattato la Sicilia e i suoi abitanti”. “Non ci venga a dire Musumeci - afferma Pasqua – che oggi in piazza c'era una sparuta minoranza con problemi personali. Quello di oggi è uno spontaneo moto di protesta  contro una scelta oggettivamente inaccettabile, che rappresenta uno dei tanti motivi per cui chiederemo all’Ars di dare il benservito al presidente della Regione”. “Samonà? Ha già vinto - l'affondo di Pasqua -  l'Oscar dell' incoerenza. Oggi in piazza contro il governo Conte, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbe dichiarato che un governo deve ascoltare i cittadini. Giusto, giustissimo. Ci dica allora perché questo vada bene per l'esecutivo nazionale e non per il suo governo, con Musumeci che può tranquillamente rimanere sordo alle proteste della piazza. Per il contestato assessore, cominciare con un autogol non è certo di buon auspicio".

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