menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Piazza Amendola, bene confiscato alla mafia diventa front office beni culturali della Regione

Il locale apparteneva ad Antonino Cinà e si trova all'angolo con via Paolo Paternostro. L’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà: "E' un modo per affermare la positività della bellezza e della conoscenza come antitesi alla violenza e alla bruttezza della criminalità e della mafia"

Un bene confiscato alla mafia in piazza Amendola, a pochi passi dal Politeama, sarà destinato a front office informativo sulle attività di valorizzazione e fruizione dei beni culturali della Regione Siciliana. L'inaugurazione del nuovo spazio culturale è prevista per le prossime settimane, una volta ultimate le operazioni di sistemazione e allestimento.

L’immobile sarà una vetrina illuminata per chi vorrà avere informazioni sulle iniziative dei beni culturali in programma in Sicilia, o per quanti saranno interessati a ricevere informazioni sui siti e musei regionali o, magari, per coloro che desiderino anche solamente consultare cataloghi d’arte o ammirare le immagini che saranno proiettate all’interno dei locali.

"Guardo con molto entusiasmo all’iniziativa – dice l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà - perché penso che trasformare un bene confiscato alla mafia in un luogo di conoscenza e di divulgazione della bellezza sia un importante segnale per la comunità tutta; un modo per affermare la positività della bellezza e della conoscenza come antitesi alla violenza e alla bruttezza della criminalità e della mafia”.

L’immobile confiscato, che faceva parte del patrimonio appartenuto ad Antonino Cinà, si trova ad angolo con via Paolo Paternostro, ed è costituito da tre ambienti di cui uno soppalcato con tre luci su strada, dove un tempo sorgeva un negozio di ottica. Il bene, già assegnato dall’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati alla Regione Siciliana per finalità di interesse pubblico, è stato attribuito all’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana a seguito della richiesta formalizzata dal dirigente generale del dipartimento dei Beni Culturali, Sergio Alessandro.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento