Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Pagliarelli, in un casolare scoperta serra con quasi 900 piante di marijuana: un arresto

La polizia ha bloccato un ventisettenne incensurato, mentre altre due persone sono riuscite a fuggire. L'impianto per alimentare la serra avrebbe un valore di circa 90 mila euro e sarebbe stato alimentato con un allaccio abusivo alla rete elettrica. La droga avrebbe potuto fruttare anche 200 mila se venduta all'ingrosso

Un impianto dal valore di circa 90 mila euro per coltivare marijuana in modo intensivo, il tutto in un casolare diroccato nel cuore di Pagliarelli, dove i poliziotti del commissariato Libertà hanno scovato ben 891 piante che, una volta essicate e smerciate all'ingrosso, avrebbero potuto fruttare anche 200 mila euro. Con l'accusa di aver gestito la piantagione e anche di aver rubato la corrente, è stato arrestato un ventisettenne incensurato. Altre due persone sono invece riuscite a fuggire all'arrivo degli investigatori.

La polizia è intervenuta dopo una serie di segnalazioni che indicavano movimenti strani intorno al casolare, di circa 600 metri quadrati, del tutto disabitato. All'interno è stata ritrovata la vasta piantagione indoor di marijuana, "una produzione molto ben avviata - dicono dalla questura - in grado di competere nel business della droga con una vocazione quasi industriale". Un dato che sarebbe dimostrato anche dalle attrezzature costose e di ultima generazione utilizzate nella serra: filtri a carbonio, voluminosi impianti di areazione, di essiccazione e di illuminazione, condizionatori e pompe di calore necessari a riprodurre il microclima proprizio alla crescita della pianta.

I tecnici, anche quelli dell'Enel, che sono intervenuti insieme agli agenti, hanno stimato che il valore dell'impianto si aggiri sui 90 mila euro. Inoltre, è stato scovato, interrato, un allaccio abusivo (circa 300 metri la lunghezza del cavo) alla rete elettrica pubblica col quale veniva alimentata la serra. La droga, se immessa sul mercato all'ingrosso, avrebbe avuto un valore di circa 200 mila euro, una cifra suscettibile di crescere anche del triplo se la vendita fosse avvenuta al dettaglio.

Le indagini sono in corso, anche da un punto di vista catastale, per risalire a tutti i responsabili coinvolti nel business. L'arresto del ventisettenne è stato convalidato dal gip che, contestualmente, ha revocato il reddito di cittadinanza percepito dalla moglie.

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