Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Bagheria

Piantagione di marijuana nascosta in un capannone: arrestata e subito liberata una coppia

La coltivazione, con lampade e ventilatori alimentati da un allaccio abusivo, scoperta dalla guardia di finanza in un immobile di Bagheria. Gli indagati sono palermitani e l'uomo, che alla vista dei militari si è sentito male, ha spiegato di aver investito i suoi risparmi nel business non potendo lavorare perché malato. Trovati anche altri 850 grammi di "erba"

Scoperta una coltivazione di marijuana all'interno di un capannone, dove era stata allestita una serra con lampade, ventilatori e sistemi di irrigazione - il tutto alimentato da un allaccio abusivo alla rete elettrica - oltre ad 850 grammi della stessa sostanza. Le cento piante, alte circa un metro, sono state individuate dalla guardia di finanza in contrada Porcara, a Bagheria, ed è scattato l'arresto per una coppia di palermitani, Fortunato Selvaggio, 64 anni, e la compagna, D. R., di 56. Il gip di Termini Imerese, Gregorio Balsamo, dopo la convalida ha però deciso di liberarli (sono entrambi difesi dall'avvocato Riccardo Bellotta), sottoponendo soltanto il primo all'obbligo di dimora a Palermo e a quello di firma.

Tutto è nato proprio dall'allaccio abusivo: i militari, venerdì scorso, stavano facendo un controllo con i tecnici dell'Enel, quando hanno visto un cavo sospetto vicino a un capannone. Mentre stavano cercando di risalire ai proprietari dell'immobile, in auto sono arrivati i due indagati e Selvaggio, alla vista degli investigatori, si è pure sentito male, tanto che è stato necessario chiamare il 118. Dentro al capannone di circa 50 metri quadrati gli inquirenti hanno poi scoperto i 100 vasi, con altrettante piante di marijuana, oltre a 2 ventilatori, un condizionatore, 19 lampade, 21 porta lampade, 21 reattori, cavi elettrici, 7 temporizzatori, un deumidificatore, 2 aspiratori, 18 paia di forbici, 16 sacchi di fertilizzante, un compressore, 6 ciabatte elettriche e 2 bidoni di fertilizzante per la fase di fioritura. In un altro capannone sono stati poi scoperti gli 850 grammi di "erba".

Selvaggio durante l'interrogatorio ha spiegato al gip di essere l'unico responsabile di quella coltivazione e che la compagna sarebbe stata all'oscuro di tutto (cosa a cui il giudice ha creduto). Ha poi raccontato di trovarsi in difficoltà economiche e che, non potendo tornare a lavorare per problemi di salute, diventati più gravi nelle ultime settimane, ha deciso mettersi a spacciare marijuana, comprandone mezzo chilo. Vista la scarsa qualità della sostanza, però, ha pensato di organizzarsi da solo e di avviare così la piantagione scoperta dai finanzieri. Ha anche aggiunto che per allestire la coltivazione avrebbe investito tutti i suoi risparmi, acquistando semi e attrezzi in un negozio di viale Regione Siciliana.
 

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