Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Piano operativo del Policlinico: arriva la proroga per smaltire le liste d'attesa delle prestazioni prenotate

Le azioni avviate ad aprile per potenziare l'offerta sanitaria, incrementando le prestazioni ambulatoriali e di ricovero, hanno ridotto ma non smaltito del tutto le prenotazioni dei cittadini

Il Policlinico ha prorogato il piano di recupero delle liste d’attesa in scadenza il prossimo 31 luglio. Le azioni avviate lo scorso mese di aprile per potenziare l’offerta sanitaria, incrementando le prestazioni ambulatoriali e di ricovero, hanno ridotto ma non smaltito del tutto le prestazioni prenotate dai cittadini. Da qui la necessità di prolungare il Piano operativo adottato il 31 marzo scorso e finanziato con un milione di euro di fondi regionali. 

"Dai dati dei flussi informativi delle prestazioni ambulatoriali emerge in modo evidente - afferma il commissario straordinario dell’azienda universitaria, Maurizio Montalbano - la quantità di volumi complessivi che non sono stati ancora erogati". Le liste d’attesa e l’attività libero professionale sono state al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina presso l’accademia delle Scienze con i direttori dei dipartimenti e delle unità operative.  

"Ho chiesto - spiega Montalbano - ai direttori dei dipartimenti, delle unità operative, alla direzione sanitaria di presidio e alla commissione paritetica Alpi, che ha come nuovo presidente il professore Giuseppe Gallina, di accertare la coerenza dei volumi di attività ed eventualmente porre in essere le necessarie misure volte a garantire un corretto rapporto tra le prestazioni rese in regime di libera professione e in regime istituzionale e assicurare la tempestività dei servizi e il rispetto dei tempi massimi di attesa". 

Delle 29 mila prestazioni fotografate al 31 marzo scorso ne sono state smaltite 6 mila. Secondo il monitoraggio svolto dal coordinatore del CUP aziendale, Nicolò Napoli, sull’andamento degli incrementi delle prestazioni in regime istituzionale, gli ambulatori afferenti a 21 delle 57 unità operative aziendali hanno ridotto in una percentuale tra il 15 e il 20 per cento il numero di prestazioni che andavano fuori dai tempi garantiti.  Le venti unità operative che hanno ridotto i tempi di attesa sono: Chirurgia generale a indirizzo oncologico, Breast unit, Chirurgia generale d’urgenza, Chirurgia pediatrica, Ortopedia, Ginecologia con chirurgia mininvasiva, Urologia, Chirurgia plastica,  Medicina interna con stroke, Nutrizione clinica, Pneumologia, Medicina interna e Dislipidemie genetiche, Malattie infettive, Medicina interna di area critica, Nefrologia e dialisi, Terapia del dolore, Utic, Medicina d’urgenza Odontoiatria e Stomatologia, Neurofisiopatologia, Neuroradiologia interventistica. 

Quanto agli ambulatori delle altre 36 unità operative apparentemente "meno virtuose" è importante sottolineare che hanno già dei tempi di attesa tra i 30 e i 70 giorni, che, dunque, rientrano nei parametri. "In presenza di tempi di attesa oltre gli standard fissati dalle norme, l’azienda - conclude Montalbano - procederà a ridefinire con i professionisti i volumi concordati di attività libero professionale fino al ristabilimento del diritto di accesso alle prestazioni nei tempi massimi previsti per l’attività istituzionale". 

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