Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Piano Giovani, fascicolo in Procura Figuccia: "Pensato per gli amici"

Il procuratore aggiunto Dino Petralia lavorerà per fare luce sugli incarichi affidati per la creazione del piano. L'assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra sarà ascoltata come persona informata sui fatti. Convocata seduta alla quinta commissione dell'Ars

Sul Piano Giovani anche la Procura della Repubblica vuole vederci chiaro. Ad aprire un fascicolo sulla questione è stato il procuratore aggiunto Dino Petralia, che farà luce sugli affidamenti fatti dalla Regione nei confronti di alcune società, tra cui l'Ett. E per questo l'assessore Nelli Scilabra sarà ascoltata quale persona informata sui fatti. Una indagine a tutto campo che si aggiungerà a quella avviata dalla Corte dei conti per accertare eventuali danni erariali.

Oltre al Movimento 5 Stelle, che ha chiesto apertamente che "Bruno, Corsello e Scilabra riferiscano in commissione", il Piano Giovani tornerà anche ad essere discusso dall'Ars, per cui il presidente delle quinta commissione Marcello Greco ha accolto la richiesta di convocare una seduta per analizzare i fatti e apprendere a pieno le singole responsabilità sul piano che avrebbe dovuto coinvolgere duemila siciliani con stage retribuiti ma che, con il blocco dei server del secondo "click day", si è trasformato in un grande flop. Durante la riunione, programmata per martedì prossimo, saranno ascoltato l'assessore al Lavoro Giuseppe Bruno ed il collega alla Formazione, Nelli Scilabra. E intanto Nello Musumeci ha fatto sapere che provvederà a fornire assistenza legale gratuita a tutti i giovani che vorranno fare ricorso.

Duro il commento di Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all'Ars: "Scoperto l’inganno. Il Piano Giovani era stato architettato per nascondere il progetto da 5 milioni di euro dentro al quale si annidavano circa 3 milioni e mezzo di euro per incarichi e consulenze da affidarsi ad esperti vicini alla politica. Come se tra Regione, Italia Lavoro, Sicilia e servizi, centri per l’impiego, sportellisti costretti al precariato, formatori licenziati in nome di una rivoluzione che in realtà serviva solo a togliere di mezzo chi c’era per mettere i propri amici, non ci fossero già migliaia di dipendenti da utilizzare per lo svolgimento delle attività".

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