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Petralia, sindaci occupano ospedale: “No allo smantellamento”

La protesta di quindici primi cittadini contro il provvedimento dell'assessorato regionale alla Sanità che prevede la chiusura di 23 punti nascita. Molti reparti del nosocomio di Madonna dell'Alto smetterebbero di funzionare

Stavolta a protestare non sono i cittadini, ma i sindaci. Nella notte appena trascorsa è stato occupato l'ospedale di Petralia Sottana da quindici primi cittadini del comprensorio che si oppongono allo smantellamento deciso dal governo regionale. Ieri l’assessorato regionale alla Sanità infatti ha stabilito la chiusura di 23 punti nascita che non eseguono almeno 500 parti all’anno, tra cui proprio il nosocomio di Madonna dell’Alto, a Petralia Sottana. La struttura non è destinata alla chiusura, ma molti reparti cesseranno di funzionare. I sindaci sono intenzionati a continuare l'occupazione a oltranza. “Il diritto alla salute per le popolazioni madonite non è più garantito", afferma il primo cittadino di Castellana Sicula, Giuseppe Intrivici.

I punti nascita in Sicilia passeranno da 70 a 47, con una riduzione di 23 unità, il 30% delle strutture attualmente attive. Saranno rifunzionalizzati i reparti di ostetricia e ginecologia con meno di 500 parti all'anno, con cinque deroghe in ragione di particolari posizioni geografiche o di difficili collegamenti stradali, tra cui il reparto di Corleone. Questi i punti salienti del decreto sul riordino e la razionalizzazione della rete dei punti nascita in Sicilia che l'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, ha presentato ieri a Palermo al congresso della Societa' italiana di ostetricia e ginecologia (Sigo). Cefalù, Alcamo, Marsala, palazzo Adriano e Petralia Sottana sono alcuni dei comuni che rischiano il "taglio".


 

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