Cronaca

"Neri di m... dovete morire!", condanne definitive per il raid razzista contro sei giovani

Il pestaggio a colpi di spranghe, calci e pugni avvenne per le strade di Partinico a Ferragosto del 2018. Tutto era iniziato per un battibecco dopo una festa sulla spiaggia Ciammarita di Trappeto tra un partinicese e sei minorenni gambiani. La Cassazione ora ha rigettato i ricorsi di 4 imputati processati con l'abbreviato

Una delle immagini del pestaggio avvenuto a Ferragosto del 2018

"Neri di merda, dovete morire entro stasera, vi ammazziamo tutti!", era stata questa la premessa verbale al pestaggio di sei ragazzi gambiani, avvenuto la notte di Ferragosto del 2018 tra la spiaggia Ciammarita, a Trappeto, e le strade di Pa. Gli insulti razzisti, i calci, i pugni e i colpi di mazza da baseball e spranghe contro gli stranieri erano stati ripresi da alcune telecamere di sorveglianza e avevano portato a degli arresti. Adesso per quattro degli imputati, processati con il rito abbreviato, le condanne diventano definitive perché la Cassazione ha rigettato i loro ricorsi.

Nello specifico Emanuele Spitalieri dovrà scontare 4 anni e 3 mesi, sua moglie, Valentina Mattina, 3 anni, e i fratelli Salvatore e Roberto Vitale 4 anni a testa. L'accusa era di violenza privata aggravata dall'odio razziale. Confermato anche il diritto al risarcimento delle sei giovani vittime, del Comune di Partinico e della Città metropolitana di Palermo, che si sono costituiti parte civile. Per altri quattro imputati il processo è pendente. La vicenda, in cui era stata documentata una violenza inaudita aveva suscitato clamore in tutta Italia, anche perché al pestaggio avrebbero preso parte pure delle donne accompagnate dai figli piccoli.

Il pestaggio ripreso in diretta | video

Quella sera di Ferragosto i ragazzi stranieri avevano avuto il permesso della comunità in cui erano ospitati di partecipare ad una festa sulla spiaggia Ciammarita. Quando era arrivato il momento di rientrare, mentre il gruppo di gambiani aspettava che l'operatrice della comunità venisse a riprenderli con un pulmino, Roberto Vitale, soprannominato "spaventa", aveva attaccato briga, prendendo a schiaffi uno dei minorenni. Gli stranieri reagirono all'aggressione e cercarono di difendersi ed è questo che avrebbe poi determinato il raid punitivo nei loro confronti.

I partinicesi, secondo i carabinieri coorindati dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti Andrea Fusco e Giorgia Spiri, avevano inseguito il pulmino e minacciato con un'arma l'operatrice: "Falli scendere, te li riporti in comunità tutti morti!" e "che cazzo ridete? Voi venite qua nel nostro territorio, perché non andate in Africa?". Poi il pestaggio, in cui le vittime avevano rimediato prognosi tra i cinque e i venti giorni. Sette degli imputati erano stati arrestati il 5 settembre del 2018. La sentenza emessa in primo grado con l'abbreviato dal gup Maria Cristina Sala l'anno successivo per quattro di loro ha retto in tutti i gradi di giudizio.

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