Militante di Forza Nuova pestato, perquisizioni nella notte: attivisti in Questura

Nel mirino alcuni militanti dei centri sociali, blitz all'interno dello studentato occupato "Malarazza". Massimo Ursino ha una frattura al naso, ematomi al volto e una sospetta lesione alla spalla. Accetta: "E' stato un tentato omicidio". Il militante in passato è stato condannato per aggressione a immigrati

Massimo Ursino insieme a Roberto Fiore

Perquisizioni sono in corso a Palermo da parte della Digos nei confronti di soggetti che si sospetta possano essere coinvolti nell'aggressione al segretario provinciale di Forza Nuova Massimo Ursino, avvenuta ieri nel tardo pomeriggio in via Dante. I blitz scattati già nella notte riguarderebbero diverse persone e le abitazioni di alcuni militanti dei centri sociali. Sequestrati diversi oggetti, tra cui un bastone e alcuni abiti. E ci sarebbe stata una "visita" della polizia allo studentato occupato "Malarazza", nell'istituto dei sordomuti di via Cavour. "Gli esiti delle perquisizioni  - spiegano dalla Questura - hanno consentito di rinvenire ed acquisire oggetti di interesse investigativo. Alcune persone sono state condotte in Questura e le loro posizioni sono, adesso, al vaglio degli investigatori". Intanto in mattinata si è svolto un vertice in Procura. L'inchiesta, per tentato omicidio, è coordinata dal Procuratore aggiunto Ennio Petrigni  

Centro sociali: "Risposta alle provocazioni, se lo doveva aspettare" | VIDEO

"Non è stata un'aggressione ma un tentato omicidio". Così Vittorio Accetta, vice presidente di Audaces, definisce il pestaggio a sangue subito dal dirigente provinciale di Forza Nuova a pochi passi dalla sede del movimento di estrema destra, rivendicato con una mail inviata a PalermoToday dagli antifascisti. Il video è stato acquisito dalla Digos che sta effettuando accertamenti sulle immagini nella speranza di risalire ai responsabili. La prognosi per Ursino, che ieri sera dopo l'accaduto è stato trasferito al pronto soccorso del Civico è di venti giorni: ha una frattura al naso, ematomi al volto e in tutto il corpo e una sospetta lesione alla spalla. I medici gli hanno diagnosticato una prognosi di venti giorni. Stamattina è uscito dall'ospedale accompagnato dalla moglie cercando di evitare i giornalisti e senza rilasciare dichiarazioni. Ha preferito condividere le sue riflessioni in un post su Facebook: "Quando vent'anni fa - scrive Ursino sui social - scegliemmo quali capisaldi della nostra battaglia, la lotta all'aborto, all'immigrazione, alla massoneria, ci rendevamo conto di aver dichiarato una guerra. Oggi che queste priorità sono state comprese dal popolo italiano che rimanda al mittente il ricatto morale del politicamente corretto, il potere ci chiude ogni possibilità di dialogo costringendoci entro il recinto del cattiverio, cercando di dipingerci nella maniera più turpe e dispregiativa possibile, riuscendo a fomentare contro di noi gruppi organizzati dell'ultrasinistra, veri apologeti dell'agguato alle spalle e del rapporto 1 a 10” (in basso il post completo).

"Ieri sera sono stato al Civico - racconta a PalermoToday Accetta - e ho parlato con Massimo che mi ha tranquillizzato sulle sue condizioni di salute". Il militante e il suo movimento sono vicini ad Ursino: "Quello che gli è successo accade più spesso di quanto sembri. Anche noi siamo stati attaccati dagli antifascisti, a settembre in venti sono entrati nella nostra sede in via Li Muli e l'hanno devastata e qualche settimana fa hanno accerchiato uno dei nostri militanti sotto casa. Palermo sta diventando invivibile. Noi facciamo politica ma non siamo violenti. Invece chi si prodiga per la democrazia ci attacca". Nel febbraio dell'anno scorso qualcuno tentò anche di incendiare lo studio di tatuaggi di Ursino provocando danni alla saracinesca. Il dirigente di Fn disse ai poliziotti di avere avuto la notizia da un suo amico mentre si trovava nella sede del movimento, in via Villa Florio, durante una riunione. Mentre si trovava lì qualcuno lanciò una bomba carta sulla porta della sede provocando l'annerimento dell'infisso ma senza causare feriti.

Le immagini del pestaggio | Video

Parlano di tentato omicidio anche i militanti di Forza Nuova che in un post sui social individuano anche i mandanti: "Si chiamano Boldrini, Grasso, Orlando, Fiano e comunisti vari che hanno scatenato una vigliacca campagna di odio verso il nostro movimento e i nostri militanti". Ma sono in tanti a sinistra a prendere le distanze. "Il fascismo si combatte con la cultura e con la legalità. La violenza e lo squadrismo non appartengono alla storia degli antifascisti, bensì a quella dei fascisti e dei criminali", commenta sui social Erasmo Palazzotto, deputato LeU. Pensiero condiviso anche dal sindaco Orlando.

L’episodio rischia di inasprire il clima in vista della tappa palermitana di Roberto Fiore, che ha dato appuntamento ai militanti nostrani sabato 24 febbraio, alle 18.30, in centro città. Ancora da comunicare ufficialmente il luogo in cui si svolgerà il suo comizio a circa due settimane dal voto per le politiche. Il dirigente di Forza Nuova in passato è stato condannato per banda armata e associazione sovversiva come capo di Terza posizione, l’organizzazione che alla fine degli anni Settanta ha riunito alcuni dei criminali più violenti della destra. Avrebbe dovuto scontare 5 anni e mezzo di reclusione ma sarebbe fuggito all’estero, a Londra, attendendo la prescrizione dei reati.

Il passato di Ursino non è privo di "macchie": il dirigente di Fn venne arrestato nel luglio 2006 per aver rapinato e picchiato due immigrati del Bangladesh di fronte al Teatro Massimo. Le due vittime avrebbero inseguito Ursino e due suoi complici (anche loro di Forza nuova) ma questi avrebbero tirato fuori delle spranghe e picchiato a sangue gli immigrati. Ursino venne condannato in primo grado a due anni e mezzo di carcere. Nel giugno 2005, inoltre, Ursino insieme ad altri due complici, aggredì con pugni e bastonate un nigeriano e un altro giovane originario di Siracusa in via Candelai. I tre vennero rinviati a giudizio per lesioni aggravate per aver agito in base a ''motivi razziali''. Il dirigente di Forza Nuova nel 2008 partecipò al confezionamento e alla spedizione dei pacchi choc, inviati a varie redazioni giornalistiche, contenenti una bambola sporcata con sangue e interiora di animale per la campagna di Forza Nuova contro la legge 194.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Sicilia in zona rossa: i divieti e cosa si può fare

  • Nuovo Dpcm "spacca weekend" e spostamenti vietati: si cambia colore tra sabato e domenica?

  • Coronavirus, quasi duemila contagi in 24 ore: la Sicilia presto sarà "zona rossa"

  • Coronavirus, Musumeci chiede la zona rossa a Conte: "Altrimenti firmo io l'ordinanza"

  • Nuovo Dpcm: Governo conferma l'ipotesi dello stop all'asporto per i bar dopo le 18

  • La quindicenne costretta a prostituirsi: "Mi davano anche 150 euro a rapporto, ero un oggetto"

Torna su
PalermoToday è in caricamento