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Il materiale che venne ritrovato in casa del palermitano

Il materiale che venne ritrovato in casa del palermitano

Spaccò la testa al pusher per 20 euro di "fumo" non restituiti: condannato palermitano

Protagonista della vicenda un trentenne che era stato bloccato dalla Squadra mobile con l’accusa di tentato omicidio: il brutale pestaggio è avvenuto nel luglio 2017 a Firenze. Vittima un iracheno

Una raffica di colpi su tutto il corpo, forse anche con un tirapugni, e un calcio fortissimo sulla nuca. Tutto per venti euro di droga. Per questo grave episodio un palermitano è stato condannato a Firenze con il rito abbreviato a tre anni e 6 mesi. L'uomo -  A.S., 30 anni - nel luglio del 2017 era stato arrestato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio, per un brutale pestaggio. La vittima un ragazzo iracheno: subì lesioni gravissime all'encefalo e fratture a zigomi e mascella tanto da andare in coma.

Secondo la ricostruzione processuale il palermitano insieme con altri giovani, dopo essersi incontrati in un ristorante e aver girato in alcuni locali notturni cittadini, bevendo abbondantemente e facendo probabilmente anche uso di stupefacenti, avevano avuto un'accesa discussione con l'iracheno. Motivo? "La mancata restituzione di 20 euro da parte dello straniero, soldi dati per l'acquisto di 'fumo' - si legge sul sito de La Nazione -. Nella colluttazione ebbe la peggio l'iracheno il quale riportò fratture multiple al cranio e danni all'encefalo per cui fu ricoverato in coma in prognosi riservata e in pericolo di vita".

Il palermitano si era poi allontanato. La squadra mobile con accurate indagini lo individuò: su richiesta del pm Tommaso Coletta fu sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere. In casa furono trovati passamontagna, un tirapugni, spray al peperoncino, e due asce. Oltre a una pistola regolarmente detenuta, poi sequestrata. Gli agenti lo fermarono con l'accusa di tentato omicidio

Ieri c'è stato il giudizio abbreviato. Il pm Massimo Bonfiglio ha chiesto la condanna a 8 anni. "Ma il giudice Bagnai - si legge su La Nazione - accogliendo richieste dei difensori Paola Pasquinuzzi e Alessandro Traversi, ha concesso all'imputato, oltre alla diminuzione prevista per il rito abbreviato, tre attenuanti dichiarate prevalenti sulla contestata aggravante dei motivi futili: attenuanti generiche, attenuante del risarcimento del danno e diminuente del vizio parziale di mente poiché al tempo del fatto il palermitano risultava affetto da un disturbo di tipo persecutorio come rilevato in perizia d'ufficio del professor Rolando Paterniti. La pena è stata così determinata nella misura molto inferiore di anni 3 e mesi 6 di reclusione più la libertà vigilata per un anno".

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