Commerciante picchiato con una chiave inglese e rapinato, condannati tre palermitani

I fatti risalgono al 29 giugno dello scorso anno. L'uomo, originario di Milazzo, aveva comprato del pesce a Porticello. L'assalto in prossimità dello svincolo autostradale di Santo Stefano di Camastra. Secondo gli inquirenti si è trattato di un "regolamento di conti" per una fornitura non andata a buon fine

Hanno bloccato un commerciante di pesce che aveva fatto rifornimento al mercato ittico di Porticello e poi si era immesso in autostrada alla volta di Milazzo, lo hanno pestato a sangue e rapinato. Un assalto violento, che ha procurato al commerciante uno sfregio permanente sul volto. A compierlo sono stati tre palermitani, che adesso sono stati condannati.

I fatti risalgono al 29 giugno dello scorso anno. L'uomo aveva comprato del pesce e poi era ripartito per tornare nel Messinese.  In prossimità dello svincolo autostradale di Santo Stefano di Camastra, il volento assalto: i tre hanno bloccato il mezzo e hanno picchiato i conducente con una chiave inglese e un bastone per poi rubargli duemila euro in contanti, il telefono cellulare e il furgone.

Sono stati i carabinieri della compagnia di Mistretta, in collaborazione con i colleghi di Bagheria, a condurre le indagini. Per Filippo Fazio, 46 anni di Bagheria, Francesco Asciutto, 33 anni di Bagheria, e Salvatore Calafiore, 40 anni di Aspra, lo scorso 8 febbraio sono scatatte le manette per “rapina aggravata, lesioni personali gravissime, aggravate dall’uso di corpi contundenti e porto di strumenti atti ad offendere”.

Adesso il giudice  Andrea La Spada ha condannato Francesco Asciutto a 6 anni di reclusione e 1.800 euro di multa, Salvatore Calafiore a 4 anni e 6 mesi di reclusione e 1.400 euro di multa e Filippo Fazio a 6 anni e 8 mesi di reclusione ed a 3.333 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

Gli investigatori hanno accertato che la vittima conosceva i suoi aggressori e che si è trattata di una vera e propria spedizione punitiva per il mancato pagamento di un tonno rosso che avrebbe dovuto essere consegnato al commerciante. La vittima raccontò che alcuni mesi prima avrebbe dovuto ricevere a domicilio un tonno del valore di circa 900 euro. In prossimità del casello di Milazzo, però, la guardia di finanza sequestrò il furgone e il pesce, multando il trasportatore per 8 mila euro. Il pesce finì al macero, ma, ciò nonostante, il trasportatore richiese all’acquirente, il commerciante milazzese, il pagamento della merce e la somma corrispondente al verbale elevato dalla finanza. L’acquirente accettò di pagare il tonno, mai consegnatogli, ma non la multa. Con la scusa della consegna di un nuovo ordine, la notte tra il 28 e il 29 giugno, il fornitore di Bagheria, con l’aiuto di altri due soggetti, programmò e mise in atto la spedizione punitiva.

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Fonte MessinaToday.it

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