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Lunedì, 16 Maggio 2022
L'aggressione

Movida violenta, tre giovani arrestati per un pestaggio in centro

Sorpresi dai carabinieri mentre picchiavano un ragazzo, uno è stato immediatamente bloccato, gli altri due sono stati presi dopo una fuga. La vittima, trasportata in ospedale, ha avuto una prognosi di 12 giorni

Movida violenta in centro a Palermo. Tre giovani di 21, 24 e 29 anni ritenuti responsabili di un violento pestaggio risalente alla notte del 3 febbraio scorso sono stati arrestati dai carabinieri. Una pattuglia dei militari, nel corso di un'attività di controllo, ha sorpreso i tre giovani intenti a colpire un ragazzo, riverso a terra, con calci e pugni ed utilizzando anche una bottiglia in vetro. L’immediato intervento dei carabinieri ha consentito di arrestare in flagranza uno dei presunti aggressori, Fabio Mancuso (29 anni, di Petralia Sottana) mentre gli altri due sono fuggiti.

I calci, i pugni e la fuga: il video

Le successive indagini, coordinate dalla Procura, hanno consentito ai carabinieri di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli altri due complici scappati dopo l'arrivo dei militare. Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della locale Procura, ha emesso a loro carico un provvedimento cautelare al quale i carabinieri hanno poi dato esecuzione, sottoponendo Marco Lo Bianco (24 anni, di Cefalù) e Luixhi Halili (21 anni, nato a Termini Imerese) agli arresti domiciliari con la misura del braccialetto elettronico.

Analoga misura cautelare è stata applicata, in occasione della convalida dell’arresto, nei confronti del giovane bloccato nell’immediatezza dei fatti. Alla vittima, trasportata in ospedale a seguito dell’aggressione, sono stati dati 12 giorni di prognosi per un trauma cranico facciale con ferita al cuoio capelluto e un trauma emitorace sinistro. Lo Bianco e Halili sono stati rintracciati grazie all'analisi delle immagini salvate sullo smartphone di Mancuso. Poco prima infatti si era scattato una foto con due amici, poi riconosciuti dalla vittima.

Un conoscente dei tre indagati, ascoltato in sede di sommarie informazioni, ha raccontato che prima dell’intervento della polizia, quella stessa sera, era stato il giovane poi aggredito a scagliarsi contro di lui colpendolo improvvisamente. Secondo il suo racconto, quindi, il gruppetto di amici aveva inseguito l’aggressore per picchiarlo. La versione dei fatti non è stata però ritenuta attendibile dagli investigatori che hanno confrontato l'immagine dei tre ragazzi immortalati nello smartphone di Mancuso con i video estrapolati da alcune telecamere: erano loro e indossavano gli stessi abiti.

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