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Trentenne massacrato a mazzate davanti alla compagna incinta, arrestato un palermitano

Regolamento di conti sull'Isola d'Elba: i carabinieri arrestano commando, c'è anche un palermitano di 46 anni. Per lui l'accusa è di lesioni personali gravi e rapina. La vittima è stata attirata nella trappola dalla chiamata di un amico, poi il pestaggio

Un agguato in piena regola. Una banda di cinque persone con manganelli e coltelli ha picchiato selvaggemente un 30enne bulgaro a Campo nell'Elba: tra i protagonisti del pestaggio c'è un palermitano di 46 anni, Riccardo De Santis. L'uomo si trova al momento recluso in carcere alle Sughere di Livorno. Per lui l'accusa è di lesioni personali gravi e rapina. Il palermitano insieme ad altri quattro lunedì sera aveva teso un agguato al trentenne bulgaro, picchiato davanti alla compagna incinta di sei mesi, una giovane toscana. Alla ragazza sono stati dati 10 giorni di prognosi per lo spavento nel vedere il padre del bambino non ancora nato, ridotto a una maschera di sangue.

La vittima è stata attirata nella trappola dalla chiamata di un amico, che aveva telefonato dicendo di essere in difficoltà. Quindi è stato assalito dal commando, sbucato in una zona assai buia. Inutile la fuga verso la spiaggia, l'uomo è stato raggiunto e sommerso di percosse che lo hanno lasciato cosciente ma coperto di ferite e lividi. (la vittima ha riportato una ferita importante alla testa, ferite e contusioni al tronco e un grosso ematoma nella zona lombare). Oltre al palermitano sono entrati in azione un tunisino di 32 anni e una coppia di mercenari kosovari giunti sull'isola con il preciso incarico di partecipare e portare a termine il pestaggio. 

Dopo l'aggressione il palermitano è scappato verso Portoferraio con il chiaro intento di lasciare immediatamente l'isola. Poi l'allarme ai carabinieri. E' scattato quindi l'inseguimento: l'auto degli aggressori è stata riconosciuta e pedinata fino alla zona portuale dove il palermitano è sceso per acquistare i biglietti per il traghetto. I carabinieri lo hanno quindi bloccato. Dalle perquisizioni (anche in casa) sono stati rinvenuti 2.500 euro in contanti, secondo il palermitano destinati a una vacanza con gli amici, e diverse armi tra cui i manganelli usati nell'aggressione e una coppia di coltelli.

E ieri per Riccardo De Santis è stato confermato l’arresto e la custodia cautelare in carcere. Le prove a suo carico sono state definite schiaccianti. Da qui la convalida dell’arresto. Continuano le indagini per chiarire i motivi della spedizione punitiva e i contorni della rapina.

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