Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

I fatti di Santa Maria Capua Vetere: "Alcuni detenuti trasferiti a Palermo senza spiegazioni"

L'accusa lanciata dai garanti dei detenuti della Campania, regionale e provinciali, che oggi hanno incontrato la stampa

foto Ansa

"Nessuna spiegazione" è stata fornita ai 32 detenuti del reparto Nilo nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, per spiegare il trasferimento in altri penitenziari italiani. Lo hanno detto i garanti dei detenuti della Campania, regionale e provinciali, che oggi hanno incontrato la stampa sui fatti di Santa Maria Capua Vetere. "Alcuni sono stati trasferiti a Palermo, Palmi, Civitavecchia, Pesaro, Rieti e anche Modena. E' un clima che non ci piace e speriamo che vengano fatti tornare al più presto in Campania".

La garante dei detenuti della provincia di Caserta, Emanuela Belcuore, ha riferito della "preoccupazione delle famiglie, per un anno costrette a fare videochiamate per parlare con i parenti detenuti e ora, quando si aprono le porte delle carceri, si prendono i detenuti e si spostano a 600 km di distanza".

Nell'inchiesta sulle violenze nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere c'è anche il nome dell'ispettore palermitano Alessandro Biondi, 56 anni, coordinatore della sorveglianza generale nella struttura. Avrebbe organizzato e partecipato ai maltrattamenti e anche falsificato degli atti. L'uomo è finito in cella.

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