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Peschereccio scomparso, indagati anche armatore e comandante della petroliera

Anche loro sono accusati di omicidio colposo e omesso soccorso. Del Nuova Iside si sono perse le tracce lo scorso 13 maggio davanti al mare di San Vito Lo Capo. Sono tre le vittime del naufragio

Diventano quattro gli indagati per la sparizione del peschereccio Nuova Iside di cui si sono perse le tracce lo scorso 13 maggio davanti al mare di San Vito Lo Capo. La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati, oltre ai due marittimi, anche il comandante della petroliera Vulcanello e l'armatore della società Augustadue. Un atto dovuto, come si apprende da fonti investigative, per permettere un accertamento irripetibile. Anche loro sono accusati di omicidio colposo e omesso soccorso.

Nei prossimi giorni è previsto l'accertamento che consiste nell'esame dello scafo della petroliera, nel frattempo sequestrata. Secondo l'accusa la petroliera avrebbe speronato il peschereccio facendolo affondare.

Sono tre le vittime del naufragio. Due corpi sono stati ritrovati, il terzo ancora no. Il mare ha restituito i corpi privi di vita di Matteo Lo Iacono e di Giuseppe Lo Iacono. Ancora nessuna traccia invece di Vito Lo Iacono, 27 anni, figlio di Matteo. Neppure lo scafo è stato ritrovato. E' di ieri mattina la notizia dei primi due indagati, si tratta di due ufficiali di plancia in servizio sulla petroliera Vulcanello, della società armatrice Augustadue, gruppo Mednav.

Martedì la Procura di Palermo aveva disposto il sequestro della petroliera Vulcanello, ormeggiata nel porto di Augusta, in provincia di Siracusa. Un provvedimento firmato dal procuratore aggiunto di Palermo Ennio Petrigni e dal sostituto Vincenzo Amico, che coordinano l'inchiesta.

Fonte: Adnkronos

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