Cronaca Cinisi

Peppino Impastato, 38 anni dopo: sit in, corteo e film sulla Rai

Era il 9 maggio 1978 quando il suo cadavere fu ritrovato sui binari della ferrovia tra Palermo e Trapani. Tanti gli eventi in programma, la Rai trasmette la fiction su mamma Felicia

"No, un su scurdaru a Peppino". Come recita una frase de "I cento passi". Nessuno ha dimenticato Peppino Impastato. Sono trascorsi 38 anni dal 9 maggio 1978, quando sui binari della ferrovia tra Palermo e Trapani, all'altezza di Cinisi, fu ritrovato il cadavere del giovane attivista di Democrazia Proletaria. Con le sue ironiche invettive diffuse dalle frequenze di Radio Aut, era riuscito a trasmettere un messaggio di legalità e di contrasto alla cultura mafiosa: Peppino fu prima ucciso e successivamente dilaniato da una bomba fatta saltare in aria dagli uomini di don Tano Badalamenti, storico capomafia di Cinisi.

Anche quest'anno sono tanti gli eventi in programma. Tra questi, c'è anche un sit-in, alle ore 10.30, nel casolare dove Peppino è stato ucciso. Lo scopo è chiedere l’esproprio del luogo, di proprietà di un privato, per farlo diventare un patrimonio di memoria. "Chiediamo che venga acquisito dalla Regione Sicilia, come stabilito, e affidato ai giovani del nostro paese - spiega in una nota Casa memoria Felicia e Peppino Impastato -  Vogliamo che diventi patrimonio di tutti".

Negli anni il messaggio di Peppino Impastato, amplificato da un fortunato film del 2001, "I cento passi", ha continuato ad essere divulgato attraverso le diverse generazioni, grazie all'impegno di tanti giovani e delle associazioni nate proprio a Cinisi, in quei luoghi che furono teatro delle sue azioni di sensibilizzazione. Per la sua morte, il 5 marzo 2001 la Corte d'Assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole, condannandolo a 30 anni. Mentre l'11 aprile del 2002, Badalamenti fu condannato all'ergastolo.

Anche oggi il paese ricorderà il suo "martire", con un corteo che partirà alle 17. Ma questa volta sarà protagonista - a suo modo - anche la Rai, che "celebrerà" Peppino e sua madre Felicia, morta nel 2004 a 88 anni. Domani sera la storia della mamma coraggio "diventa" un film per la tv, che verrà trasmesso su Rai 1. La pellicola, basata su una sceneggiatura di Monica Zappelli e Diego De Silva, è stata diretta da Gianfranco Albano. Felicia Impastato sarà interpretata da Lunetta Savino. "Mi sembra che il film sia coerente e piuttosto rigoroso e quindi mi dichiaro soddisfatto - ha detto il regista - in attesa di passare gli esami del piccolo come del grande pubblico. Non volevo un film sul dolore, sul quale peraltro è abbastanza facile speculare. Sono così presuntuoso da credere che nemmeno Felicia lo avrebbe voluto. Volevo un film su un sentimento così poco di moda come la fierezza e credo che Lunetta Savino mi sia stata compagna meravigliosa nel perseguire quest'intento. Ora che il film è finito mi chiedo anch'io perché i telespettatori dovrebbero vederlo...". 

"A distanza di anni dalla sua barbara uccisione - dice il sindaco Leoluca Orlando - la figura di Peppino Impastato rimane un punto di riferimento per quanti hanno scelto di schierarsi contro la mafia e i suoi legami con la politica, facendo scelte di rottura senza compromessi".  "La storia di Impastato - continua Orlando - è, in ogni suo aspetto, emblematica della storia della Sicilia: lo è perché Peppino seppe promuovere e creare una frattura culturale e sociale nel blocco mafioso e politico che governava il suo territorio, lo è perché con tanti amici comprese l'importanza della partecipazione e della comunicazione come strumenti per smuovere le coscienze e creare vera opposizione sociale, lo è perché la sua uccisione fu l'espressione più vile del legame stretto che allora univa la politica, la mafia e pezzi importanti dello Stato e delle forze dell'ordine".

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