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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Padre Nuvola si pente dal carcere: sono malato, ho bisogno di aiuto

Queste le parole pronunciate dal prete accusato di aver avuto rapporti sessuali con minorenni dopo l'annuncio dei suoi legali sulla sospensione a divinis voluta dalla Curia. Poi precisa ai pm: "Non credevo che quei ragazzi fossero minorenni"

Sono serviti quattro giorni di isolamento a padre Aldo Nuvola per rendersi conto della gravità dei fatti in cui è coinvolto. "Ho bisogno di aiuto, sono malato ed ho peccato contro la chiesa". Prime avvisaglie di cedimento psicologico per il prete accusato di aver pagato minorenni in cambio di sesso e adesso detenuto al carcere Ucciardone.

Il pentimento del padre - secondo quanto pubblicato da Repubblica.it - arriva dopo la comunicazione fatta dai suoi avvocati, Nino Caleca, Marcello Montalbano e Mario Zito, circa la sospensione a divinis voluta dalla Curia. Ma a questo primo provvedimento potrebbe seguire la richiesta, da parte della diocesi, di rassegnare le dimissioni. L'ex parroco della chiesa di Regina Pacis non nega la propria posizione, parzialmente ammessa durante l'interrogatorio con i pm, ma precisa: "Non credevo che quei ragazzi fossero minorenni".

L'arresto di padre Nuvola è arrivato a seguito delle indagini condotte dai carabinieri sulla morte di Massimo Pandolfo, imprenditore ucciso a coltellate ad Acqua dei Corsari. E sulle dichiarazioni rilasciate ai pm dal 17enne arrestato per l'omicidio, che circa un quarto d'ora dopol'accaduto avvisò il prete, padre Nuvola avrebbe detto ai suoi legali di "non ricordare il contenuto di quella confessioni come accade per tute le altre". Ma per questa affermazione il prete potrebbe rischiare di essere indagato per favoreggiamento, anche per altri colpi messi a segno da ladri e rapinatori ed a lui confessati.

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