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Foto e video con bambini palermitani nudi: arrestato professore

Produzione e detenzione di materiale pedopornografico: in manette Frank Adamo, che in città per anni ha insegnato l’inglese. Sarebbe arrivato a offrire denaro a due famiglie di Brancaccio per filmare i loro figli

Secondo lui, come spiega in rete, sarebbero gli adulti a scandalizzarsi e a creare tabù davanti al corpo nudo di un bambino, a trasformare in abusi e reati la loro sessualità. Di bimbi, anche palermitani, lui ne avrebbe fotografati diversi e sempre senza veli. Con un ragazzino e una ragazzina di circa 10 anni avrebbe invece realizzato un filmato in cui i due piccoli si massaggiano a vicenda, seguendo le indicazioni della sua voce fuori campo. Sarebbe arrivato anche ad offrire denaro a due famiglie di Brancaccio per filmare e fotografare i loro figli, ottenendo per un secco rifiuto. Secondo la Procura, le immagini riprese da Frank Adamo, 55 anni, nato nel New Jersey e laureato all’università del Wisconsin - che in città per anni ha insegnato l’inglese sia privatamente che in alcune scuole – rientrerebbero invece, a dispetto delle teorie dell’uomo, tra quelle pedopornografiche.

Ed è proprio per produzione e detenzione di materiale pedopornografico che, ieri mattina – come riporta il Giornale di Sicilia - è stato arrestato dalla Squadra mobile ed è finito ai domiciliari. Il procuratore aggiunto Salvatore De Luca ed il sostituto Federica La Chioma, che coordinano le indagini, ritengono di aver già individuato alcuni dei ragazzini e li sentiranno nei prossimi giorni.

Le foto ed il video, sequestrati dalla polizia, sono stati ritrovati nei mesi scorsi nell’abitazione di un professionista palermitano (estraneo alla vicenda) dove Adamo vive. L’inchiesta, però, è partita molto tempo fa, nel 2013, quando un gruppo di ricercatori segnalò alla Procura di essersi imbattuto a Brancaccio in due famiglie che sostenevano che un uomo aveva proposto loro del denaro per riprendere i loro figli. I genitori, sentiti dagli inquirenti, confermarono il racconto e l’americano venne iscritto nel registro degli indagati. L’inchiesta, affidata allora ad altri pm, si era però arenata. Solo l’anno scorso, anche con la scoperta delle immagini in casa di Adamo - che attraverso diverse associazioni di volontariato cittadine aiuta anche bambini malati - hanno ripreso impulso.

La Procura aveva avanzato una richiesta di arresto per l’uomo a marzo scorso, ma il gip l’aveva respinta, sostenendo che gli scatti non contenessero riferimenti sessuali espliciti e che non potevano dunque essere considerate pedopornografiche. Di parere opposto è stato prima il riesame, al quale i pubblici ministeri hanno presentato ricorso, e poi anche la Cassazione. Da qui l’arresto di ieri.

Adamo, fino a che, tempo fa, non gli sarebbe stato bloccato l’account, aveva pubblicato e messo in vendita in rete alcuni suoi scritti. In uno di questi, “Girls become women” (“Le bambine diventano donne, ndr) sono contenute una serie di foto che “documentano” la crescita del seno di una bambina straniera tra i 7 ed gli 11 anni. Va considerata pedopornografia? Oppure è arte? Ricerca scientifica, come sosterrebbe il prof americano? Dove sono i confini tra la libertà di espressione e il reato? E’ proprio questa la questione che ha diviso anche i magistrati e che per il momento ha dato torto ad Adamo.

Le indagini proseguono per individuare anche altri bambini che l’uomo avrebbe fotografato nudi e anche per verificare se l’avrebbe fatto in cambio di denaro, in città e non solo.  

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