Cronaca

Quell’inceneritore mai costruito Procura: la Pea dichiari il fallimento

Se l'impianto, per una serie di contenziosi con la Regione, non è mai stato realizzato, l'azienda avrebbe però speso circa 44 milioni di euro. Tra gli indagati il senatore del Pdl Enzo Galioto e Orazio Colimberti

La discarica di Bellolampo

Secondo la Procura di Palermo la "Pea", Palermo Energia Ambiente Scpa, dovrà chiudere. La società che attualmente è in liquidazione ha tra i principali soci l'Amia, azienda pubblica per l'igiene ambientale del capoluogo siciliano ed il Gruppo Falck, costituito nel 2003 per realizzare il termovalorizzatore a Bellolampo, uno dei quattro che il governo Cuffaro avrebbe dovuto realizzare in Sicilia. Gara poi annullata però nel 2007 dalla corte di giustizia europea. Se l'impianto, per una serie di contenziosi con la Regione, non è mai stato realizzato, l'azienda avrebbe però speso circa 44 milioni di euro.

"La consulenza contabile - sostiene il pm Gery Ferrara - ha riscontrato numerose anomalie ed evidenziato la sostanziale inattendibilità delle scritture contabili della Pea sin dal 2004 e fino all'ultimo bilancio approvato il 31 dicembre del 2009". In realtà attraverso una serie di artifici contabili, gli ex amministratori sarebbero riusciti a mascherare le perdite sin dal 2004.

Sette degli ex vertici, tra cui il senatore del Pdl Enzo Galioto e Orazio Colimberti, entrambi già alla guida di Amia, sono attualmente indagati per falso in bilancio. La parola passa ora ai giudici fallimentari che, nell'udienza del 29 marzo, dovranno valutare la richiesta della Procura. Non è escluso, sul fronte penale, che l'inchiesta possa allargarsi e portare all'iscrizione (anche di altri soggetti) per bancarotta.

 L'Amia, allo stato in amministrazione straordinaria in seguito ad una richiesta di fallimento da parte della Procura, sarebbe il socio che più avrebbe risentito dei presunti trucchi nei conti: vanta un credito di oltre 10 milioni nei confronti della Pea.

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