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Passante ferroviario, slittano i licenziamenti: "L'allarme resta alto"

L'incontro del 15 febbraio è stato rimandato ma il problema è solo rinviato perchè l'azienda avrebbe già avviato una nuova procedura. Venerdì, in viale Francia, lavoratori e sindacati decideranno come portare avanti la vertenza

Slittano i licenziamenti dei lavoratori della Sis, l'azienda che sta realizzando il passante ferroviario. L'ufficio proviciale del lavoro ha accolto la richiesta avanzata dai sindacati e rinviato la convocazione, prevista inizialmente per il 15 febbario, durante la quale l'argomento di discussione dovevano essere proprio i licenziamenti. "Il rinvio non risolve il problema ma lo sposta solo in avanti - affermano i segretari di Feneal Uil Ignazio Baudo e Fillea Cgil Francesco Piastra - . Resta alto l'allarme sociale e la preoccupazione per l'incertezza e la continuità dell'opera ma il risultato ottenuto consente di avere più tempo per affrontare la vertenza".

Resta confermato l'incontro in programma venerdì 10 febbraio, dalle 7 alle 9, al cantiere del passante di viale Francia. I lavoratori discuteranno sulle iniziative da adottare per cercare di mantenere il posto di lavoro. "E' più che mai urgente - affermano Baudo e Piastra - un incontro tra Sis, organizzazioni sindacali e stazione appaltante per fare chiarezza sullo stato dei lavori, sulla reale intenzione dell'azienda di portare a compimento l'opera e sul fatto, se il lavoro va avanti, i licenziamenti nei termini posti dall'azienda sono inaccettabili. Assieme ai lavoratori in assemblea decideremo come continuare la vertenza". Rimane in piedi anche la richiesta di un incontro urgente tra ministero Infrastrutture, Sis, Rfi e Regione siciliana. "Attendiamo che anche la Regione - continuano Baudo e Piastra - dica la sua e si assuma le sue responsabilità".

Secondo Feneal Filca e Fillea il numero del personale è congruo alla realizzazione dell'opera e un'ulteriore riduzione non trova riscontro con le reali esigenze produttive del cantiere. Una dichiarazione suffragata anche dalle dichiarazioni di Rfi, l'ente appaltante, che in una nota diramata il 27 gennaio 2017 ha giudicato “inaccettabile” il ricorso ai licenziamenti da parte della Sis a fronte dell'esigenza di continuare e ultimare i lavori della commessa. 

Il totale dei lavori per il completamento dell'opera ammonta a circa 110 milioni di euro, di cui 11 milioni per la tratta A da piazza Lolli a Orleans; 83 milioni per la tratta B, il raddoppio Notarbartolo-La Malfa; 16 milioni per la tratta C, Brancaccio-Palermo centrale-Carini.

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