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Corrado Lorefice

Corrado Lorefice

Celebrazioni Pasquali, Lorefice in Cattedrale: "Le istituzioni pensino ai più deboli"

L'arcivescovo, nel messaggio ai cittadini in occasione della Pasqua, rivolge un pensiero "a quanti soffrono, a chi non ha una lavoro o una casa, ai migranti". Domenica la celebrazione Eucaristica all'Ucciardone

Entrano le vivo le celebrazioni per la Pasqua. A presiedere in Cattedrale i riti della Settimana Santa sarà l’arcivescovo Corrado Lorefice. Alle 18 si celebra la Liturgia della Passione con la proclamazione della Passione di Gesù dal Vangelo di Giovanni, la Preghiera universale, lo scoprimento, l’ostensione e l’adorazione della Croce, quindi la Comunione eucaristica. Sabato alle 7.30 la Liturgia delle Ore e alle 22.30 la Veglia Pasquale che ricorda la notte santa in cui Cristo è risorto, composta da vari momenti significativi.

La benedizione del fuoco, la processione all’altare con il cero pasquale, il canto del Preconio Pasquale, la Liturgia della Parola, la Liturgia battesimale e la Liturgia Eucaristica. Durante la Liturgia battesimale alcuni catecumeni adulti di diversa estrazione sociale, riceveranno i sacramenti dell’Iniziazione cristiana: Battesimo, Cresima e Confermazione. Domenica di Pasqua alle 9 la celebrazione Eucaristica al carcere dell’Ucciardone e alle 11 il Solenne Pontificale della Pasqua di Risurrezione e Benedizione Apostolica con annessa l’indulgenza plenaria.

IL MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO -  "Carissime Sorelle e carissimi Fratelli, con profonda emozione vi scrivo per dirvi che non c’è mattino più dolce del mattino di Pasqua, fatto di un’alba a lungo attesa, di una corsa trafelata, di un sepolcro vuoto, di un annuncio sconvolgente che passa di bocca in bocca e, prima ancora, di cuore in cuore: Cristo è risorto, è veramente risorto! Quel sogno che l’uomo da sempre ha cullato e mai potuto realizzare è diventato realtà: la morte è stata sconfitta grazie al sacrificio dell’unigenito Figlio di Dio, Gesù Cristo, nel quale anche noi per grazia siamo diventati figli di Dio. La morte è stata vinta in Gesù e aspetta di essere vinta in ciascuno dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Con il cuore grondante di gioia desidero, come padre e pastore dell’amatissima Chiesa di Palermo, chiedere al Signore per ciascuno di noi la grazia di entrare in questo mistero di luce o nella luce di questo mistero, accogliendo nella nostra vita l’annuncio della Pasqua e facendone il cardine della nostra testimonianza tra le case degli uomini, in mezzo alle opere e ai giorni della nostra gente, spesso così affaccendata ma pur sempre alla ricerca di Luce nella notte che turba l’esistenza".

"Penso particolarmente a quanti soffrono nel corpo e nello spirito, a casa o negli ospedali; alle tante situazioni di disagio e sofferenza che molti fratelli e sorelle devono affrontare in questo periodo a causa della mancanza del lavoro o della casa; a quanti sono coinvolti nei molteplici fenomeni migratori che conducono sulle sponde della nostra Isola migliaia di fratelli, spesso in condizioni disumane, cui la comunità cristiana deve offrire un’accoglienza affettuosa e generosa, capace di trovare sempre nuove forme di com-passione attinte da quella fonte inesauribile che è il cuore di Cristo, buon Samaritano, che sia da stimolo alle Istituzioni perché sempre più pensino il loro mandato a partire dai più deboli e dagli ultimi. Un pensiero del tutto speciale e paterno vorrei rivolgere in questa Pasqua al nostro carissimo Biagio Conte, testimone instancabile della prossimità di Dio Padre verso i suoi figli più poveri, e alle sue diverse comunità di accoglienza in cui nella ferialità della vita si fa esperienza di speranza e carità. Ma anche alla nostra Caritas, alle Parrocchie e a tante Famiglie religiose che promuovono e animano nel nostro territorio diocesano concreti segni di carità evangelica. Accogliere l’annuncio della Pasqua vuol dire esserne testimoni ed è quanto auguro a ciascuno di voi, carissimi figli".

"Possa ognuno essere testimone audace e credibile del Crocifisso Risorto, dell’Innalzato Glorioso e possa passare il testimone a quanti incontra nel proprio cammino, sapendo che la fede si trasmette per contagio e che non è un tesoro da tenere nascosto, come spesso ci ricorda Papa Francesco invitandoci ad essere Chiesa in uscita. Vorrei che la nostra Chiesa palermitana vivesse e agisse a partire dalla risurrezione di Cristo. A tal proposito, desidero far mie alcune espressioni di un autore a me molto caro: 'A partire dalla risurrezione di Cristo può spirare un vento nuovo e purificante per il mondo d’oggi. Se due uomini credessero realmente a ciò e, nel loro agire sulla terra, si facessero muovere da questa fede, molte cose cambierebbero. Vivere a partire dalla risurrezione: questo significa Pasqua' (D. Bonhoeffer, A E. Bethge 27 marzo 1944). Con questi sentimenti di profondo affetto e amore per ciascuno di voi, auguro a tutti di vivere la gioia sconvolgente della Pasqua, in particolare ai giovani delle nostre Comunità, dei nostri Gruppi e Associazioni. Il Crocifisso risorto continui a sedurre i loro cuori perché possano spendere la loro vita nel mondo e nella Chiesa nella misura del dono totale di sé. Buona Pasqua a tutti!".
 

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