Al Civico il parto in acqua diventa 2.0: smartwatch e smartphone entrano in sala

Grazie alla tecnologia la gestante può controllare le contrazioni e il battito cardiaco dalla vasca. I dati vendono registrati sull'app Water Birth che permette ai medici, in tempo reale e a distanza, di monitorare la paziente

Il parto in acqua al Civico diventa 2.0. L'Unità operativa complessa di Ostetricia e ginecologia, in collaborazione con Pharma Mum Italia, da oggi porta in vasca uno smartwatch, per fornire alla donna uno strumento di controllo delle contrazioni e del battito cardiaco e ai medici, attraverso uno smartphone, la possibilità di prendere visione dei dati, in tempo reale e a distanza.

Grazie a Water Birth, un'app iOS realizzata da Pharma Mum Italia, e attraverso lo smartwatch, la gestante che si appresta a mettere alla luce il figlio/a può registrare l'inizio e la fine di ogni contrazione, indicandone anche l'intensità (alta, media o bassa), con un semplice tocco sul dispositivo. In tempo reale, il personale medico e ostetrico può quindi verificare sullo smartphone la frequenza, la durata e l'intensità delle contrazioni della donna direttamente dalla vasca e, al contempo, tenere sotto controllo la sua frequenza cardiaca, pure rilevata dallo smartwatch, in modo da poter notare eventuali alterazioni. Grazie alla app è inoltre possibile avere una media delle contrazioni in diversi archi temporali (ultimi 30 minuti, ultima ora, ultime 12 o 24 ore). 

Il vantaggio fondamentale per la gestante è quello di rimanere immersa nell'acqua, con i benefici che questa comporta (contrazioni meno dolorose, maggiore rilassamento etc.). Fino a questo momento infatti la donna non poteva essere collegata al cardiotocografo tradizionale che rileva le contrazioni uterine. Water Birth invece permette all'ostetrica e al ginecologo di monitorare passo passo le varie fasi del parto in acqua, verificando intensità e frequenza delle contrazioni e battito cardiaco. 

In Italia, il parto in acqua è sempre più apprezzato, anche se siamo ancora distanti da Regno Unito e Nord Europa, dove quasi l'80 per cento delle donne incinte sceglie questo tipo di parto. “Per coloro che hanno travagli lunghi - dice Sara Amato, coordinatrice delle ostetriche dell'ARNAS-Civico -, con contrazioni prolungate e molto dolorose e fastidiose, l'acqua genera dei benefici incredibili poiché i recettori a livello cutaneo ritardano la percezione del dolore a livello cerebrale”.

Ogni anno, l’Arnas-Civico fa registrare circa 2 mila parti e il 5-7 per cento di quelli naturali avviene in acqua (ovviamente nel caso in cui ci siano tutte le condizioni necessarie, come la gravidanza fisiologica, l'assenza di diabete gestazionale o di sofferenza fetale e così via). “Siamo stati e siamo il secondo centro in Italia per numero di parti in acqua – afferma il professore Luigi Alio, direttore dell'Unità operativa complessa di Ostetricia e ginecologia -. Da 15 anni diamo la possibilità alle donne di partorire come preferiscono e il parto in acqua è una pratica che si diffonde sempre più. Quando ci è stata offerta la possibilità di monitorare le contrazioni e la frequenza cardiaca della partoriente e di avere con lei un'interfaccia così semplice e obiettivabile, abbiamo deciso di codificare quello che non si sa, ovvero il rilascio di endorfine che rende il dolore più sopportabile”.

Al termine della ricerca, la app sarà pubblicata sull'App Store. “Arnas-Civico è un'azienda che da sempre è attenta all'innovazione, logistica e tecnologica – dichiara Giovanni Migliore, direttore generale -, soprattutto in area materno-infantile in cui è leader, grazie alla competenza di tanti professionisti”.

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