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Partinico, scoperti 12 lavoratori in nero: tre incassavano anche il reddito di cittadinanza

Le fiamme gialle sono intervenute in una fabbrica di poltrone e divani e poi in una attiva nella fabbricazione di insegne elettriche. Per i datori di lavoro, multa e sospensione dell'attività. Per gli irregolari revoca del sussidio e recupero delle somme

Blitz della guardia di finanza in due imprese di Partinico. I finanzieri hanno accertato la presenza di 12 lavoratori irregolari (11 in una e uno in un'altra) e tre di loro sono risultati percettori del reddito di cittadinanza. Le fiamme gialle sono intervenute per verificare la corretta attuazione della normativa sul lavoro e il rispetto dei protocolli anti Covid prima in una fabbrica di poltrone e divani e poi in un'azienda attiva nella fabbricazione di insegne elettriche.

Nel primo caso sono stati individuati e identificati 21 lavoratori ed è emerso che 11 di loro si trovavano in una posizione irregolare. "Dal momento che c'è stato il superamento della soglia del 20% della manodopera irregolare impiegata, è stato proposto all’Ispettorato del lavoro competente di adottare il provvedimento di sospensione dell’attività". Stessa sorte per l'altra azienda, attiva nella fabbricazione di insegne elettriche, dove su tre lavoratori uno era "in nero".

Dalle successive indagini è emerso che ttra i 12 operai irregolari individuati, 3 risultavano inseriti in un nucleo familiare percettore del reddito di cittadinanza. Per questo motivo, i finanzieri hanno sequestrato le tre carte prepagate sulla quale venivano corrisposte le somme pr "omessa comunicazione della variazione della posizione lavorativa (seppure effettuata in forma irregolare)". Contestualmente, è stato informato l'Inps per la revoca del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite, pari a quasi 10 mila euro.

Per i datori di lavoro, invece, si procederà all’applicazione delle sanzioni previste, da un minimo di 1.800 euro a un massimo di 43.200 euro.

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