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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Partinico

Botte e insulti ai piccoli alunni della scuola di Partinico, pene più severe per tre maestre

I giudici, recependo le indicazioni della Cassazione che aveva annullato con rinvio la sentenza precedente, hanno inflitto condanne lievemente più alte - tra 1 anno e 8 mesi e 2 anni - a Vita Fuoco, Francesca Orlando e Giuseppa Mattina, finite ai domiciliari nel 2016. La prima avrebbe anche picchiato un bambino disabile

"Ti faccio piangere, te le do nelle mani, sei monello! Mettiti nell'angolo", è così che una maestra di sostegno della scuola "Capitano Polizzi di Partinico" si sarebbe rivolta ad un alunno disabile di appena 6 anni, prima di dargli uno schiaffo e un pizzico e di lasciarlo in punizione per più di un'ora. Ed è solo una delle terribili intercettazioni dell'inchiesta che aveva fatto finire ai domiciliari, il 28 settembre del 2016, l'insegnante, Vita Fuoco, assieme ad altre due maestre, Francesca Orlando e Giuseppa Mattina. Oggi, nel processo di appello bis - nato dall'annullamento con rinvio da parte della Cassazione a maggio 2019 - le pene (sospese) sono state lievemente aumentate: per Fuoco da un anno e 10 mesi a 2 anni, per Orlando da un anno e 8 mesi a 2 anni, e per Mattina a da un anno e mezzo a un anno e 8 mesi.

A deciderlo è stata la seconda sezione della Corte d'Appello, presieduta da Fabio Marino, che ha recepito le indicazioni della Suprema Corte, che aveva annullato la precedente sentenza proprio perché le pene erano state ritenute troppo basse, mentre era stato giudicato "irrevocabile l'accertamento delle responsabilità". Il processo si è svolto con il rito abbreviato e le condanne al termine del secondo giudizio di appello sono comunque inferiori rispetto a quelle inflitte in primo grado (che oscillavano tra i 3 anni e mezzo e i 3 anni e 2 mesi). Gli alunni, che all'epoca dei fatti avevano 6 anni e che erano stati maltrattati, si sono costuiti parte civile ed hanno avuto riconosciuto un risarcimento.

L'inchiesta della guardia di finanza era stata coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca (oggi a capo della Dda) e dal sostituto Ilaria De Somma. Fuoco, secondo l'accusa, avrebbe anche pestato una gamba con il tacco della scarpa al bimbo disabile e gli avrebbe anche tirato le orecchie. Non sarebbero state da meno le sue colleghe con altri alunni: "Scemi, voi non siete intelligenti, siete falsi" e "oggi vi faccio la faccia tanta, ma dove siamo arrivati?", così avrebbero gridato prima di dare anche alcuni schiaffi ai piccoli. E tutto era stato immortalato dalle telecamere piazzate nella scuola.

I pm, riferendosi al comportamento delle tre imputate, non avevano esitato a parlare di "cruda cattiveria" e, nel caso di Fuoco, di gesti "inqualificabili in quanto posti in essere anche nei confronti di un bimbo disabile che, anziché essere accudito e supportato secondo quelli che dovrebbero essere i compiti istitituzionali propri dell'insegnante di sostegno, viene invece ripreso, gravemente offeso, umiliato e trattato con disprezzo".

Le pene inflitte in primo grado erano state ridotte significativamente a marzo del 2018 in appello perché erano venuti meno alcuni capi d'imputazione. I giudici avevano anche concesso la sospensione delle pene ed eliminato l'interdizione dai pubblici uffici, permettendo alle maestre di tornare ad insegnare. Poi la Cassazione aveva annullato con rinvio, ritenendo accertate le responsabilità delle imputate, ma inadeguato - perché troppo basso - il trattamento sanzionatoria. Che ora, infatti, è stato rivisto al rialzo.

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