Sabato, 13 Luglio 2024
Il caso / Partinico

Scontro sul nome del liceo a Partinico: "Si chiami Peppino Impastato", ma il Comune si oppone

Il Consiglio d'istituto ha deciso di intestare il plesso al militante di Democrazia proletaria, ucciso dalla mafia nel 1978. Ma l'amministrazione mette in discussione la modifica. Rifondazione comunista: "Scuola intitolata a un personaggio ambiguo come Santi Savarino, firmatario delle leggi razziali. Si rimedi all'errore storico"

Scontro a Partinico sul nome del liceo attualmente intestato a Santi Savarino. Da un lato c'è il Consiglio d'istituto che ha deciso di intitolarlo a Peppino Impastato, militante di Democrazia proletaria ucciso dalla mafia nel 1978, e alla madre Felicia, dall'altro c'è l'amministrazione comunale che non sarebbe d'accordo sulla nuova intestazione.

"Quasi un anno fa - si legge in un post dell'associazione Casa memoria Felicia e Peppino Impastato - avevamo appreso con gioia la notizia del cambio di nome del liceo di Partinico, da Santi Savarino, alla nuova intestazione come 'Istituto d'istruzione superiore statale Felicia e Peppino Impastato'. Una decisione che il Consiglio d'istituto aveva preso all’unanimità il 6 giugno del 2022, scelta importante che segnava una chiara volontà da parte della scuola di affermare i valori democratici e costituzionali contro ogni forma di prevaricazione, rimediando alla precedente intitolazione a un personaggio noto (Savarino, ndr) per aver firmato le leggi razziali durante il regime fascista e per avere avuto ambigue vicinanze e contiguità con esponenti della mafia. A questo punto si aspettavano solo i tempi burocratici. Apprendiamo invece con amarezza che l’amministrazione comunale di Partinico vuole mettere in discussione il cambio di denominazione deciso dagli organi collegiali del liceo di Partinico con una mozione che andrà in discussione il 19 aprile 2023. E’ un atto grave che va contro la scelta antimafia, antifascista e antirazzista operata dagli organi decisionali della scuola"

L'associazione inoltre ricorda che "Peppino Impastato ha frequentato questo liceo a Partinico, oggi è per i giovani un punto di riferimento importante, simbolo della fuoriuscita dalla mafia operata a partire da un impegno politico di forte matrice antifascista. Felicia, sua madre, è stata definita 'partigiana della lotta alla mafia' e riconosciuta in tutta Italia come 'donna di democrazia' per essersi rivolta alla Giustizia e aver denunciato gli assassini mafiosi del figlio. Ci sembrano due nomi che possano ben rappresentare il liceo di Partinico". E concludono: "Come Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato ci chiediamo cosa ci sia dietro a questo rifiuto nei confronti di due nomi che rappresentano la libertà e la democrazia. Cosa porta a preferire invece il nome di Santi Savarino?".

Sulla stessa lunghezza d'onda Rifondazione comunista che interviene sulla vicenda con una nota a firma di Federica Fuoco, segretaria del circolo Peppino Impastato di Partinico. "Apprendiamo con sdegno la volontà dell'amministrazione e del consiglio comunale di mettere in discussione il cambio di denominazione deciso dagli organi collegiali del liceo scientifico di Partinico. Ciò avviene proprio nel momento in cui, finalmente, è in corso un iter per rimediare a un errore storico quale l'intitolazione di una scuola superiore a un personaggio ambiguo come Santi Savarino, firmatario delle leggi razziali e che si dichiarava 'a disposizione' di Frank Coppola, detto Tre Dita, uno degli esponenti più noti della mafia della sua epoca. La mozione che andrà in discussione mercoledì 19 aprile è un grave atto politico che indirettamente va a contestare anche la scelta antimafia operata dall'istituto di modificare la propria denominazione nel nome di Peppino Impastato, ex studente di questo liceo, vittima della violenza mafiosa in conseguenza del suo impegno politico, culturale e sociale, e di Felicia Bartolotta, madre coraggiosa che ha portato avanti la battaglia per avere giustizia e mandare alla sbarra gli assassini del figlio".

"Opporsi all'intitolazione di una scuola a un militante antimafia e a una madre che ha lottato tutta la vita per avere giustizia, appare obsoleto e anche molto pericoloso. Le battaglie di Peppino Impastato sono più vive che mai, prova ne è l'attenzione e la cura della memoria da parte del mondo della scuola e della società civile. Uno schiaffo che fa male alla cultura della legalità e il fatto che il diniego arrivi da un'istituzione comunale non è un esempio positivo per la nostra terra ancora martoriata dalla mafia e per le nuove generazioni", dichiara Mari Albanese, dirigente nazionale del Partito democratico.

Cgil: "Un'idea buona non è di destra né di sinistra"

"Lungi dal voler attribuire patenti di merito all’uno o all’altro per l’intitolazione dell’istituto, o ancora dal volere conoscere ‘ideologicamente’ le ragioni di una così importante scelta, ci preme ricordare - affermano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il segretario generale Flc Cgil Palermo Fabio Cirino - che la proposta di cambiare il nome ad una scuola nasce sempre dalla volontà di una comunità educante, che in questo caso ha voluto certamente riconoscere il giusto valore a due figure indiscusse, che fanno parte della memoria collettiva della lotta alla mafia al di là di etichette politiche".

“Ci preme sottolineare che un’idea buona - aggiungono Ridulfo e Cirino - non è di destra né di sinistra ma semplicemente è un’idea buona, che va valorizzata da tutti, soprattutto nel rispetto di una comunità educativa come quella del liceo scientifico Santi Savarino, che ha avanzata tale proposta, già discussa e approvata dai commissari prefettizi che l’anno scorso amministravano Partinico e inoltrata al prefetto.   Non comprendiamo le ragioni di questo tentativo di voler tornare indietro, se non motivato da sterili ed inutili ragioni ideologiche”.

Cgil e Flc citano a proposito il testo della circolare ministeriale del 12 novembre 1980 sull’intitolazione di scuole, aule scolastiche dove si dice che “se le valutazioni del prefetto e della giunta comunale o anche una sola di esse, non fossero favorevoli, la deliberazione è rinviata al direttore didattico o preside per un riesame da parte del consiglio di istituto. Se quest’ultimo conferma la propria deliberazione, il Provveditorato agli Studi emana il decreto di intitolazione, a meno che sentititi nuovamente il prefetto e la giunta comunale non ravvisi elementi di particolare gravità"

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