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"Dagli 11 mila euro o ti scioglie nell'acido": condannato per estorsione

Operazione "Trinacria" a Partinico. Due anni di reclusione per Antonino Vitale, figlio di Michele, storico boss detto "Fardazza"

E' finito in carcere per tentata estorsione il figlio del boss Michele Vitale, conosciuto come “Fardazza”, e fratello dei noti Vito e Leonardo, reclusi per mafia. Si tratta di Antonino Vitale, 35 anni. L'uomo è finito dietro le sbarre nell’ambito dell’operazione Trinacria, condotta dalla polizia. E' stato condannato a due anni di reclusione (oltra al pagamento di una multa pari a 300 euro). 

Secondo quanto ricostruito dalle indagini il trantacinquenne si sarebbe fatto "presentare" da una persona ad un imprenditore per potergli estorcere 11 mila euro. Il complice di Vitale lo avrebbe descritto come "persona in grado di sciogliere persone nell’acido", spiegano dalla questura. Obiettivo: costringere la vittima a versare la somma. Rigettata l’istanza di affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare e la semilibertà. Recentemente Antonino Vitale è stato riconosciuto, dopo un lungo iter giudiziario, figlio di Michele, 59 anni, tornato in libertà nel 2009 dopo una condanna per estorsione e associazione mafiosa. Vitale dopo le formalità di rito, è stato portato al “Pagliarelli” di Palermo. 

Contestualmente è finito in manette anche Rosario Fontana, 42 anni, pregiudicato, su ordine del Tribunale di Palermo: dovrà scontare la pena di un anno e 9 mesi in regime di detenzione domiciliare per il reato di ricettazione (concessi però i domiciliari).

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